Il Tamiflu? Non è sufficiente contro le infezioni post-influenza

di Paola Commenta

I Governi hanno fatto scorte del farmaco antivirale oseltamivir, come una difesa contro l’influenza suina. Ora la rivista medica BMJ sostiene che non vi sono prove sufficienti per affermare che il farmaco impedisce gravi complicazioni dell’influenza da giustificare tale politica. In una serie di articoli, si dice che il gigante farmaceutico svizzero Roche, che vende il farmaco con il nome più comune “Tamiflu”, ha occultato i dati dei dettagli necessari sulla sua efficacia.

Sebbene miliardi siano stati spesi per oseltamivir di fronte alla pandemia di influenza, le rilevazioni sull’efficacia di questo farmaco per la salute pubblica sono state frammentate e contraddittorie

hanno spiegato i ricercatori. Ma i dubbi che BMJ getta sul Tamiflu non riguardano l’efficacia sulla pandemia per la quale è stato acquistato, ma sulla capacità del farmaco di prevenire le infezioni batteriche che possono seguire le normali influenze stagionali.

Questa visione è supportata dai Centri statunitensi per il controllo delle malattie e la prevenzione, che dicono che il Tamiflu è

significativamente associato ad un minor rischio di ricovero [in unità di terapia intensiva] o di morte

a causa delle pandemia di H1N1. Eventuali complicanze batteriche sono curate con gli antibiotici. La ricerca della BMJ inizia nel 2006, quando la Cochrane Collaboration, che effettua le recensioni indipendenti sulle cure, ha concluso che il Tamiflu ha ridotto la probabilità che un adulto in buona salute con l’influenza potrà anche soffrire di bronchite batterica, sinusite o polmonite nel 67% dei casi.

Gli studi effettuati all’Università di Ginevra, in Svizzera, hanno rilevato un 55% di riduzione delle complicanze batteriche in persone curate con Tamiflu. Purtroppo però questo studio si basava su 10 studi più piccoli, 8 dei quali prendevano i dati forniti proprio dalla Roche. Andando ad indagare, la BMJ ha rilevato diverse complicanze che la casa farmaceutica svizzera non aveva rilevato, e che si è anche rifiutata di ammettere.

Così, mentre le analisi precedenti avevano rilevato che il Tamiflu riduceva il rischio di complicanze del 67%, i nuovi dati tagliano questo effetto al 45%, anche se il risultato è statisticamente incerto a causa delle dimensioni molto ridotte del campione. Altri ricercatori dicono lo studio non contiene abbastanza partecipanti per trarre una chiara conclusione in entrambi i modi.

[Fonte: New Scientist]

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