I gioielli realizzati con cadmio sono cancerogeni: vietati

di Cinzia Iannaccio Commenta

A partire dal prossimo 10 Dicembre saranno vietati i gioielli contenenti cadmio. A deciderlo, una normativa europea approvata già lo scorso maggio (Regolamento UE n. 494/2011), mirata all’utilizzo di questa sostanza altamente tossica usata anche in gioielleria. In particolare il cadmio è un vero e proprio veleno, capace di provocare il cancro, l’osteoporosi e danni irreversibili ai reni. Il suo accumulo è costante nell’organismo (non si disperde) e sembra sia maggiormente assimilabile nei bambini. E’ presente purtroppo nei cibi e soprattutto nelle sigarette: un motivo in più per smettere di fumare.

Siamo soliti inoltre conoscere questa sostanza perché presente nelle batterie, o anche in alcuni materiali plastici, e la battaglia contro il suo utilizzo è iniziata già negli anni ’80 insieme a quella per altri metalli pesanti tossici per l’organismo umano. Ciò che non sapevamo è che il cadmio (Cd) è ampiamente usato anche nell’industria dei gioielli e la nuova normativa pone l’accento proprio su questa categoria, oltre che su alcuni prodotti in PVC (che pure contengono cadmio) e strumenti per la brasatura (il procedimento industriale di fusione tra metalli). L’obiettivo, come si legge nel documento europeo è quello di tutelare la salute dei lavoratori (dalle esalazioni tossiche oltre che dal contatto), ma soprattutto quella dei bambini. Perché? Sono loro più sensibili all’assimilazione organica del cadmio, e sono più soggetti all’ingestione e alla suzione di oggetti: bracciali, anelli, e collanine.

L’attenzione verso questo problema nasce da alcune ricerche scientifiche partite lo scorso anno dopo un’inchiesta dell’Associated Press circa gioielli a basso costo provenienti dalla Cina e risultati contenenti addirittura cadmio per circa il 10% totale del peso! Un nuovo studio dell’ Università di Ashard, pubblicato sulla rivista Environmental health perspectives, confermando altre analisi della Comunità Europea, ha simulato la tossicità di tale sostanza in caso di suzione ed ingestione da parte dei bambini: il rischio è diventato 100 volte maggiore. Allora addio ai gioielli? Non del tutto. Quelli di antiquariato ad esempio sono esclusi dalla normativa, perché di vecchia fattura e contenenti quantità minime di cadmio.

Tendenzialmente è esclusa anche tutta l’alta manifattura dei gioielli, come quella del nostro made in Italy. Il rischio viene infatti essenzialmente dai gioielli low cost (come quelli cinesi) che usano materiali scadenti. L’attenzione si è posta sul cadmio solo negli ultimi anni, da quando cioè alcune restrizioni sull’utilizzo di metalli pesanti e tossici come il piombo ne hanno limitato l’impiego a favore del cadmio stesso: assurdo ma vero, pur essendo questo più pericoloso, il suo uso non è ancora del tutto regolamentato!

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