Chemioterapia entro quanto tempo dall’intervento di tumore?

di Cinzia Iannaccio Commenta

Richiesta di Consulto Medico su chemioterapia
“Gentile Dottore, mio padre è stato operato il 21 marzo per un adenocarcinoma del retto, l’esame istologico ci è stato comunicato solo per via telefonica e dobbiamo passare a ritirarlo a breve, per quello che sappiamo si tratta di un secondo stadio con ovviamente linfonodi negativi. Fino ad ora ci avevano sempre tutti rassicurato dicendoci che la situazione è molto buona e probabilmente non c’era nemmeno bisogno di chemio, invece oggi ci hanno chiamato e ci hanno detto che inizierà la chemio a breve (a quasi due mesi dall’intervento) previa visita cardiologica in quanto l’unica cosa che non andava bene era il fatto che c’era una “piccolissima” invasione vascolare . Avrei 3 domande da porle: 1) Cosa si intende per invasione vascolare ed è pericolosa in prospettiva futura? 2) Mio padre ha una dilatazione dell’aorta ascendente di 45 mm stabile da molti anni, può rappresentare un problema per la chemio? 3) Come mai ci fanno iniziare la chemio dopo quasi due mesi? La ringrazio anticipatamente”.

Specializzazione Oncologia
Tipo di Problema Cancro del retto chemioterapia entro quando dall’intervento

Risponde il Prof. Carlo Pastore oncologo e chemioterapista, consulente per l’area oncologica e per l‘ipertermia capacitiva per l’Hilu Medical Center (Marbella, Spagna) e presso il Centro di Medicina Integrativa in Malaga (Spagna), nonché responsabile della divisione di oncologia medica ed ipertermia oncologica della Casa di Cura Villa Salaria in Roma, membro dell’ESHO (European Society for Hyperthermic Oncology). Per contatti diretti www.ipertermiaitalia.it.

 

Gentile Utente, un trattamento chemioterapico può essere iniziato con intento adiuvante (cioè per ridurre il rischio di recidiva) entro due mesi dalla chirurgia . Certamente, una volta che si è stabilito con referto istologico che si deve eseguire, prima si intraprende meglio è. L’infiltrazione vascolare che descrive l’esame istologico è un potenziale fattore di rischio per diffusione di malattia ma fortunatamente non è il più importante. Molto più rassicurante sapere che i linfonodi non sono stati interessati dalla malattia. Ad ogni buon conto dovrei visionare istologico completo per un commento più adeguato. La dilatazione aneurismatica non rappresenta controindicazione assoluta per la chemioterapia; certamente, a prescindere, va tenuta sotto controllo nel tempo. Cari saluti Prof. Carlo Pastore, oncologo – www.ipertermiaitalia.it

 

 

 

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E’ doveroso ricordare che non si effettuano diagnosi online e neppure si prescrivono terapie : Medicinalive e gli esperti coinvolti propongono contenuti a scopo esclusivamente informativo, che mai, in nessun caso possono sostituire una visita specialistica diretta o il rapporto con il proprio medico curante, le uniche basi attraverso cui dopo una diagnosi certificata ed una visita clinica è possibile prescrivere un qualunque trattamento.

Foto: Thinkstock

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