“Ho un cancro, in Norvegia vivrei di più”

di Valentina Cervelli 0

Ho un tumore, in Norvegia sopravviverei di più“. E’ questo il messaggio di una campagna shock con protagonista una paziente visibilmente malata e con i segni evidenti della chemioterapia sul suo corpo. A volerla fortemente è stato l’Ordine dei Medici di Napoli e di Bari.

Il voler sottolineare alcuni aspetti riguardanti le tempistiche sanitarie in caso di malattie cancerose è un’esigenza sentita dagli operatori al fine di sensibilizzare le persone e far loro presente la grande disparità di assistenza per ciò che concerne i tumori tra il nord ed il sud Europa ed ancora di più con il meridione d’Italia dove si muore con più facilità e dove ottenere esami condotti in tempi utili diventa spesso un’impresa.

La campagna relativa alla sopravvivenza ai tumori è stata presentata contestualmente ai dati del rapporto Eurocare 5 (European Cancer Registry): esso è un progetto europeo di ricerca sulla sopravvivenza al cancro promosso dall’Istituto tumori di Milano e dall’Istituto Superiore di Sanità. I numeri parlano chiaro ed in particolare dimostrano come a fare la differenza sia la spesa sanitaria nazionale totale: se il Governo investe sul malato e la sua cura mettendo a disposizione le cure necessarie, le persone sopravvivono di più. L’Italia, rispetto ad altre nazioni del nord Europa mostra un tasso di mortalità più elevato, anche rispetto a paesi limitrofi come la Francia e l’Austria.

Ed è proprio davanti a queste disparità evidenti che i medici di Bari e Napoli hanno deciso di dare vita a questa campagna per denunciare la mancanza di una distribuzione corretta delle risorse dedicate alla sanità sul territorio italiano. Come spiega Filippo Anelli, Presidente dell’OMCeO di Bari:

Abbiamo scelto un tema particolarmente delicato, cui l’opinione pubblica è sensibile e un’immagine e uno slogan forti, perché vogliamo segnalare l’emergenza. Il Piano di rientro prima, la nuova legge di stabilità ora stanno comprimendo costantemente le risorse investite in Sanità e penalizzando soprattutto regioni del sud come la Puglia. Esiste una correlazione diretta tra povertà e malattia. Tutte le statistiche lo dicono. Se continuiamo a effettuare tagli al sistema sanitario nazionale, non solo avremo una Sanità in cui chi può pagare si può curare e chi non se lo può permettere rinuncerà alle cure, ma potremo fare meno prevenzione e avremo nel complesso una popolazione con un’incidenza maggiore di malattie.

Una situazione sulla quale riflettere.

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