Inquinamento atmosferico cancerogeno, parola dell’OMS

di Cinzia Iannaccio Commenta

 L’inquinamento atmosferico è cancerogeno, ora è ufficiale: lo dice anche l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), un organo interno all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non era cosa già nota, mi direte voi? Sì, ma c’è una novità sostanziale: a partire da ieri anche l’inquinamento outodoor, cioè dell’aria esterna, quello atmosferico, meglio noto come smog, è stato inserito nella lista ufficiale degli agenti cancerogeni propria dello IARC, dove già erano presenti i singoli elementi di cui è composto.

Ora cioè tutto lo smog, nel suo insieme è considerato cancerogeno, anche per ciò che riguarda sostanze ivi presenti ritenute innocue e meno pericolose di altre. Di certo, si legge nel comunicato ufficiale sul sito dell’OMS, “non ci sono prove sufficienti per dire che l’inquinamento atmosferico provoca (–direttamente ndr-) il cancro al polmone o della vescica”, ma è chiaro dai numerosi studi finora effettuati che una correlazione esiste dato l’aumento netto di neoplasie nelle città e nelle zone ad alto tasso di smog.

La valutazione IARC ha infatti evidenziato un aumento del rischio di tumore in caso di alta esposizione a particolatoinquinamento atmosferico (il particolato ne è una componente già valutata separatamente e inserita tra le sostanze pericolose) e benché la composizione dell’aria ed i livelli delle varie sostanze in questa presenti possono variare da luogo a luogo del pianeta, il problema rappresenta un rischio globale che va affrontato con decisione dalle autorità sanitarie dei Paesi sviluppati.

Spiega Kurt Straif , capo del Monografie IARC:

” L’aria che respiriamo è inquinata da un mix di sostanze cancerogene. Ora sappiamo che all’aperto l’inquinamento dell’aria non è solo un importante rischio per la salute in generale (malattie respiratorie e cardiovascolari), ma anche una causa ambientale di decessi per tumore. “

 

Il programma Monografie IARC , noto anche come l’Enciclopedia delle Sostanze Cancerogene fornisce un autorevole fonte di prove scientifiche a tutto ciò. In passato , il Programma aveva analizzato i singoli componenti ed i mix presenti nell’aria che respiriamo (compresi i gas di scarico del diesel , solventi , metalli, eccetera), ma questa, come dicevo, è la prima volta che ci si concentra sull’insieme e quello che è emerso è l’agghiacciante conferma di ciò che si sapeva: il rischio di sviluppare il cancro polmonare aumenta notevolmente nelle persone esposte all’inquinamento atmosferico. La sintesi dello studio che ha portato a tali conclusioni sarà pubblicata a breve su The Lancet Oncology.

Il mio pensiero va a chi vive nella terra dei fuochi, dove l’aria che si respira ha un sapore acre anche in bocca, a causa dei pneumatici che si bruciano, la plastica, i solventi chimici, gli scarti di pelli, le lastre d’amianto (addirittura), fuoco che viene appiccato con l’intento di cancellare le tracce dello smaltimento illegale di questi rifiuti tossici. Ecco. Il rapporto causa ed effetto non serve per dimostrare che in 5 anni i tumori sono triplicati e che in un piccolo triangolo di terre c’è la più alta densità di cancro di tutta Italia: come afferma in caso di inquinamento atmosferico lo IARC -OMS, per agire basta rilevare un aumento del rischio!

Foto: Thinkstock

 

 

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