Recidiva adenocarcinoma con metastasi, quali cure?

di Cinzia Iannaccio 0

Richiesta di Consulto Medico
Buonasera Dr. ringrazio in anticipo per la disponibilità che mi dedicherete. Il mio papà ( 21/05/1950) è stato operato 2 anni fa di un adenocarcinoma della giunzione esofago gastrica di tipo tubolare scarsamente differenziato ( G3) infiltrante l’avventizia dell’esofago e la tonica sottosierosa dello stomaco insorta su mucosa esofagea. Esame istologico PT3 N2 . Eseguita anche chemioterapia per i linfonodi infiltrati………

……….A distanza di due anni esatti mio papà ha iniziato a sentire dolore alla schiena e da una prima analisi sembrava avesse preso il virus del fuoco di Sant’antonio , che tutt’ora pare abbia ancora in corpo, il problema e che a distanza di mesi ha iniziato ad avere anche dolore alla gamba; eseguite tac, risonanze e gastro, tutto negativo fino alla fatidica PET: che ora riporto: Non si osservano anomalie di fissazione di tracciante a livello del distretto cervico-cefalico.In sede polmonare sinistra, a livello del segmento anteriore del lobo superiore si documentano due piccole focalità di tracciante ( SUV max 5.2) concomita minuta nodularità sottomantellare a livello del segmento anteriore del lobo superiore di destra suv max 1.2 In esiti di esofagectomia distale si osserva fissazione di radiocomposto on sede anastomotica suv max 4.5, in corrispondenza di un piano passante per il soma di D7; concomita nodularità verosimilmente linfonodale , in adiacenza alla parete posteriore dell’esofago ( SUF MAX 5.6), in corrispondenza di un piano passante per il soma di D6.

 

Non si segnalano anomalie di captazione del tracciante a livello epatico, splenico,surrenalico e linfonodale addomino-pelvico. Si segnala dilatazione aneurismica dell’aorta addominale , con evidenza d’iperfissazione di radiocomposto a livello della parete anteriore, in corrispondenza di un piano per il soma di L4 SUV max 5.0. A livello osteomidollare si documentano numerose focalità di tracciante a livello degli omeri, dello sterno, del rachide in toto, del bacino,dei femoridialcuni archi costali e delle scapole SUV MAX 7.7. cONCLUSIONI: reperti in ambito anastomotico, polmonare,linfonodale e schelettrico sospetti per localizzazioni della malattia di base.Captazione aneurisma meritevole di valutazione clinica e stretto monitoraggio, nel sospetto di aumento rischio di rottura correlato all’infiammazione. Limitatamente al potere risolutivo della metodica ( circa 5 mm) non ulteriori reperti da segnalare. Chiedo gentilmente a qualsiasi Oncologo che mi risponderà di potermi spiegare il tutto in modo molto franco e sincero. Da quel poco che ho percepito mio papà non penso abbia ancora molto da vivere, ma forse qualcuno di voi può darmi una speranza con qualche nuova terapia purchè non debba vederlo soffrire.. grazie mille per la vostra collaborazione.

 

Specializzazione Oncologia
Tipo di Problema cura in caso di recidiva di adenocarcinoma

 

Risponde il dott. Carlo Pastore oncologo e chemioterapista, consulente per l’area oncologica e per l‘ipertermia capacitiva per l’Hilu Medical Center (Marbella, Spagna) e presso il Centro di Medicina Integrativa in Malaga (Spagna), nonché responsabile della divisione di oncologia medica ed ipertermia oncologica della Casa di Cura Villa Salaria in Roma, membro dell’ESHO (European Society for Hyperthermic Oncology). Per contatti www.ipertermiaitalia.it

 

 

Gentile Utente, la conclusione dell’esame PET (esame funzionale) evidenzia sospetto di recidiva di malattia a livello del precedente intervento, a livello polmonare, dei linfonodi e dello scheletro. Se quanto descritto fosse confermato la condizione clinica sarebbe assai assai seria ed inquadrabile nell’ottica del meglio possibile, il più a lungo possibile. Se si confermasse la recidiva di malattia occorrerebbe impostare un trattamento farmacologico antiblastico eventualmente combinato a trattamenti locoregionali quali radioterapia e/o ipertermia oncologica.

Cari saluti

Dott. Carlo Pastore, oncologo

 

 

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Foto: Thinkstock

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