Roghi tossici: bambini chiedono aiuto a Napolitano (video)

di Cinzia Iannaccio 1

 I bambini non dovrebbero aver paura di morire e non dovrebbero parlare di cancro, ma in quello che viene definito il “triangolo della morte”, questi argomenti sono all’ordine del giorno: in famiglia, a scuola, al parco, al centro estivo o in palestra, ci sono troppi coetanei o genitori che hanno a che fare quotidianamente con la malattia e diventa impossibile preservarli da tutto ciò. E così, d’accordo con alcune insegnanti, una scolaresca (elementari) del Parco Verde di Caivano (Napoli)-Terra dei fuochi (o roghi tossici) ha deciso di chiedere aiuto alla massima autorità che abbiamo in Italia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano visto che le Istituzioni locali fanno ben poco e non in modo decisivo.

 

La lettera è stata pubblicata sul quotidiano Avvenire una settimana fa. Ed il Presidente non ha mancato di rispondere ai ragazzini, da buon nonno e buon campano, dall’alto del suo ruolo. Questo ha sicuramente donato speranza ai bambini, o comunque ha fatto comprendere loro che se con garbo si alza la voce, qualcuno che ascolta e risponde c’è. Un ottimo messaggio psico-pedagogico, che però dovrà essere confermato dai fatti affinché non si trasformi in un segnale contrario.

Pino Ciociola, giornalista di Avvenire che da più di un anno segue la vicenda dei veleni nella terra a Nord di Napoli e a sud di Caserta, è andato a trovarli, a conoscere questi bambini e le loro insegnanti: ecco cosa gli hanno raccontato:

Ricordiamo che il problema dei rifiuti tossici in questione non ha nulla a che vedere con l’immondizia domestica, ma che si tratta di un sversamenti e discariche illegali, di materiali di scarto di varie industrie. Non tutte dell’area in questione, per lo più ricca di terreni agricoli. E questo è l’altro problema: che tra toulene ed amianto (tanto per citare) si coltivano insalate e frutti, che entrano nel sistema alimentare ed è così che uccidono. Insieme a quello che viene sprigionato dai roghi atti a far scomparire i rifiuti illegali, con i fumi velenosi che si diffondono nell’aria e che gli abitanti respirano quotidianamente. Tutto questo accade ogni giorno, incessantemente, senza nessun controllo o bonifica, senza il minimo ritegno, in un’area che coinvolge circa un milione di abitanti ed è la zona a più alta densità di tumori in Italia: qui si muore tre volte più che altrove per cancro.

Sabato sera anche la rubrica del Tg2 Storie si è occupata del caso: ascoltate le parole di due donne, una che ha perso il figlio di pochi mesi ed un’altra che sta lottando contro un tumore lei stessa. Nei reparti di oncologia dove erano ricoverate hanno scoperto di essere in tante a provenire tutte dalla stessa zona: quella che oggi è chiamata anche “il triangolo della morte”.

Qui vivo anche io con i miei figli.

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Foto: Salvatore Pasovino D’Ambrosio

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