Sintomi del tumore al polmone: riconoscere quelli inaspettati

di Cinzia Iannaccio 3

 Il tumore al polmone è il big killer per eccellenza: la prima causa di morte in assoluto nei paesi industrializzati, il 20% di tutti i tumori maligni maschili e nelle donne secondo solo al tumore al seno. Ogni anno in Italia si assiste ad almeno 34.000 nuove diagnosi e a 27.500 decessi: tra gli uomini la mortalità è in diminuzione, mentre aumenta nelle donne. Si muore così tanto perché alcune forme di tumore al polmone sono molto aggressive, ma soprattutto perché è tendenzialmente una neoplasia silente. I suoi sintomi infatti difficilmente si mostrano per tempo o comunque si confondono e sono riconducibili ad altre malattie polmonari. Quali sono dunque?

  • Tosse secca
  • Tosse grassa con catarro
  • Sangue nell’espettorato
  • Difficoltà nella respirazione
  • Dolore al torace
  • Perdita di peso apparentemente immotivata

Ma esistono anche altri segni del tumore al polmone che abitualmente non si riconoscono, che passano ancora più inosservati:

  • Dolore alla schiena o alla spalla (dipende dal fatto che il cancro preme sul rivestimento dei polmoni)
  • Gonfiore del viso e del collo: la massa neoplastica può provocare pressione sui vasi sanguigni e dunque non permettere il corretto defluire dei liquidi, che stazionando provocano gonfiore
  • Polmonite ed altre infezioni: le cellule tumorali sono in grado di inglobare i batteri e quindi dietro ad una polmonite si può nascondere un cancro al polmone
  • Aumento del seno nell’uomo, o ginecomastia: il tumore al polmone è in grado di produrre estrogeni, e questo darebbe origine ad un aumento del volume delle mammelle negli uomini
  • Raucedine. E’ un sintomo comune per questa neoplasia

Ovviamente uno solo di questi sintomi da solo non può e non deve mettere in allarme, visto che si tratta di disturbi comuni a patologie benigne, assolutamente non gravi e comunque curabili. Ma se più di due o tre di questi sintomi si presentano insieme e sembrano non migliorare nel tempo, è opportuno parlarne con il proprio medico per un approfondimento diagnostico e dunque per escludere il big killer.

Foto: Thinkstock

Fonte: Airc

 

 

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