Creato con stampante 3D osso che si rigenera

di Valentina Cervelli Commenta

E’ stato creato con una stampante 3D un osso sintetico in grado di rigenerarsi. Si tratta di un’invenzione messa a punto dalla collaborazione dell’Università di Milano-Bicocca con gli scienziati dell’Imperial Collage di Londra.

La grande novità riguarda sia il materiale, un mix evoluto di silicio e polimeri (e quindi allo stesso tempo sintetico ed organico sia la capacità di questa materia di essere plasmata a piacere ed in questo caso in ossa e cartilagini, N.d.R.) attraverso l’uso di una stampante 3D. Questa tecnologia all’avanguardia sta prendendo sempre più spazio anche in medicina ed in questo caso non è difficile immaginare l’importanza che potrebbe conquistare tutto ciò in ambito protesico.

Le applicazioni sono infatti molte in campo ortopedico: questo composto sarà in grado di rendere più semplice e veloce la riparazione di una frattura, la ricostruzione del menisco o addirittura il ripristino della cartilagine nei dischi vertebrali. E tutto ciò è dato dalla capacità di questo agglomerato di silicio e polimero di riunirsi alla perfezione senza colle o saldature semplicemente unendone gli estremi dopo un taglio: riproducendo in pratica la capacità rigeneratrice delle ossa. Come spiega Laura Cipolla, coordinatrice del gruppo italiano:

Mai era stato sintetizzato qualcosa di così elastico e insieme così resistente alla pressione e alla trazione. In termini di applicazioni si apre davvero un mondo, soprattutto a livello biomedico, quello da cui siamo partiti. L’idea è quella di utilizzarlo per migliorare la ricostruzione ossea. Potremo stampare in 3D un supporto da inserire proprio dove c’è il danno. Praticamente riempiremo la frattura con un sostegno biocompatibile, che aiuta la guarigione perché con il tempo le cellule naturali possono colonizzarlo e completare il loro naturale processo di rigenerazione.

Un approccio tutto nuovo quindi, e meno invasivo da un certo punto di vista, alla sistemazione di fratture tutto a completo vantaggio del paziente.

Photo Credits | Alexander Kirch / Shutterstock.com

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