Dolore al ginocchio, quando l’artroscopia non è indicata

di Ma.Ma. Commenta

I problemi al ginochio vengono spesso risolti con l'artroscopia ma questo intervento chirururgico non è indicato per alcune categorie di persone: quali?

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Il dolore al ginocchio può nascondere cause di diversa natura ma molto spesso alcuni ortopedici ritengono che l’artroscopia rappresenti la migliore soluzione per eliminare il fastidio alla radice.

Si tratta di un intervento piuttosto semplice e poco invasivo rispetto agli interventi al ginocchio di venti anni fa, che mira a risolvere, attraverso l’utilizzo di un endoscopio, molte problematiche legate a menisco, cartilagine e legamenti crociati del ginocchio. Ma attenzione, perché secondo una recente ricerca americana, l’artroscopia non sarebbe così indicata per le persone di una certa età perché porterebbe più danni che benefici. In particolare ad essere considerata a rischio, con intervento in artroscopia, sarebbe la cartilagine del ginocchio che potrebbe non tornare più come prima nemmeno andando sotto i ferri.

Il professor Moin Khan, capo residente di chirurgia ortopedica presso la McMaster University in Ontario, nel Canada, spiega bene i motivi per cui l’artroscopia non sempre è consigliata:

Abbiamo condotto una ricerca mirata su un gruppo di pazienti di età Over 55 e abbiamo visto di come gli interventi in artroscopia, per coloro che lamentavano problemi legati al menisco e ai crociati, oltre che alle cartilagini, non siano stati per niente risolutori. I pazienti non hanno riscotrato alcun tipo di miglioramento dopo l’intervento al quale si sono sottoposti. Questo cambia la prospettiva e le aspettative sugli interventi di artroscopia del ginocchio: mentre finora si pensava che tutte le lesioni meniscali avessero bisogno di chirurgia artroscopica, adesso non è più così

Come aggiunge lo stesso professor Moin Khan, in alcuni pazienti Over 55 la terapia anti-infiammatoria potrebbe ancora rivelarsi la migliore arma per combattere il dolore al ginocchio in modo efficace senza per forze di cose ricorrere alla operazione che, secondo i dati emersi dalla ricerca americana sopra citata, spesso potrebbe non essere nemmeno risolutiva e lascerebbe invariata la situazione clinica del paziente.

 

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