Alzheimer, test del sangue per la diagnosi?

di Valentina Cervelli Commenta

Diagnosticare l’Alzheimer con un semplice esame del sangue. E’ questo lo scopo di molte ricerche che negli anni si sono susseguite in tutto il mondo. A cercare (di nuovo) di raggiungere questo risultato vi è anche un gruppo di ricercatori dell’Università della California a Los Angeles.

 

Gli scienziati dell’UCLA hanno pubblicato i dettagli del test da loro creato sulla rivista di settore “Neurology”. Non è un caso che la ricerca sia sempre in movimento su una malattia come l’Alzheimer. Solo negli Stati Uniti sono 5 milioni le perone che soffrono di una forma di questa patologia neurodegenerativa di cui non si conoscono le cause, non si sa se è ereditaria e non si possiede una cura. Riuscire ad ottenere una diagnosi di Alzheimer in modo precoce consentirebbe ai pazienti un approccio migliore ai sintomi ed una gestione migliore dell’intero decorso. Come spiega il coordinatore della ricerca Liana Apostolova, direttore del laboratorio di Neuroimaging presso il Mary S. Easton Center for Alzheimer’s Disease Research dell’ateneo:

I bio-marcatori ematici avrebbero l’importante vantaggio di essere sicuri, convenienti e facili da gestire anche in grandi gruppi o in aree prive di strumentazioni, e quindi un test del sangue potrebbe avere un enorme impatto sulla cura e sugli studi clinici. Il nostro studio suggerisce che insiemi di specifiche proteine nel sangue possano essere utilizzati per stabilire la presenza di Alzheimer in maniera non invasiva.

Attualmente il protocollo per la diagnosi di Alzheimer consta nella visualizzazione della presenza delle placche beta-amiloidi nel cervello attraverso due metodi che non sono privi di effetti collaterali più o meno importanti: il prelievo di liquido cerebro-spinale, esame invasivo e la Pet che è sì molto efficace ma che comunque sottopone la persona a delle radiazioni (se non si vogliono contare il suo costo ed i tempi di attesa, N.d.R.).

L’esame messo a punto dall’UCLA sembra essere abbastanza buono, ma deve essere comunque perfezionato e potenziato, aggiungendo allo stesso la capacità di riconoscere anche altri parametri. Nonostante questo i ricercatori sostengono che il nuovo test per diagnosticare l’Alzheimer potrebbe venir immesso presto nel mercato.

Photo Credits | Feng Yu / Shutterstock.com

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