Alzheimer, terapia per i sintomi con uno spray all’insulina?

di Valentina Cervelli Commenta

Un spray all’insulina per approcciare l’Alzheimer: è questo il frutto di uno studio americano recentemente pubblicato sulla rivista di settore Journal of Alzherimer’s Disease che promette di cambiare la vita dei malati di questa malattia.

spray nasale in uso da donna

Nello specifico questo ritrovato porterebbe al contrasto della patologia e soprattutto della demenza senile ad essa collegata portando quindi al conseguente miglioramento di memoria. L’insulina, secondo la ricerca condotta dagli scienziati della University of Washington School of Medicine, sarebbe in grado di migliorare i sintomi dell’Alzheimer anche senza che questo ormone circoli nel sangue portando ad uno squilibrio nell’organismo del malati.

Al momento lo studio è arrivato allo stadio relativo al modello animale, studiando l’effetto dello spray messo a punto su topi di laboratorio. Gli stessi, con il passare del tempo, avevano iniziato a sviluppare delle problematiche di apprendimento e di memoria. Dopo l’utilizzo di insulina spray le stesse cavie riuscivano a ricordare alcuni oggetti che avevano visto in precedenza e che i topi di controllo al quale non era stata somministrata non ricordavano.

Va sottolineato, l’uso dell’insulina ovviamente in campo medico non è una novità: è una terapia correntemente utilizzata per il diabete e la stessa insulina spray è stata utilizzata in tal senso da almeno 10 anni in alcuni casi specifici. Ma è un fatto reale che non sia mai stata utilizzata per approcciare altre malattie, e l’Alzheimer è solo un esempio, perché si aveva paura entrasse in circolo nel sangue.

Dalle sperimentazioni degli scienziati americano ciò non accade: i livelli di glucosio nel sangue delle cavie sono rimasti sempre stabili durante l’utilizzo. Questo ha fatto in modo tale che si potessero studiare in modo approfondito gli effetti della stessa su altre patologie, come quella neurologica sopra indicata. Si guarda ad un futuro trial clinico con molta attenzione: l’applicazione sugli esseri umani potrebbe davvero rappresentare una svolta.

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