Cancro alla prostata, diagnosi precoce grazie a proteina

di Valentina Cervelli Commenta

Guarire dal cancro alla prostata passando attraverso una diagnosi precoce da ottenere grazie ad una proteina. E’ su questo che uno studio dell’Ospedale San Raffaele di Milano si è concentrato, trovando la sua risposta nella Tenascina-C.

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Si tratta di un protide prodotto dalle cellule cancerose che se individuato in fretta all’interno dell’organismo potrebbe dare modo di aprire la strada a nuovi test per il riconoscimento del tumore alla prostata e alla messa a punto di nuovi farmaci che possano portare alla sua cura anche in fase iniziale. Una delle peculiarità della proteina sopra indicata, la Tenascina-C è quella di aiutare il tumore in qualche modo a sfuggire al sistema immunitario: gli scienziati hanno potuto verificare come questo protide venga espresso maggiormente nella fase iniziale della malattia ed è proprio per questo che viene considerato utile per una diagnosi precoce della stessa.

Sono infatti le cellule staminali del carcinoma prostatico a produrla. Come sono giunti a questi risultati gli scienziati italiani? Analizzando delle sezioni di prostata umana e di topo, i ricercatori hanno scoperto che la proteina citata inibisce la funzionalità di difesa dei linfociti T rendendoli incapaci di distruggere le cellule tumorali. Gli studiosi hanno quindi ipotizzato che mettere a punto dei farmaci in grado di sopprimere l’azione della Tenascina – C potrebbe aiutare sia a contenere il cancro alla prostata, sia ad eliminarlo riducendo le possibilità dello sviluppo, tra le altre cose, di metastasi. Spiegano i ricercatori:

Questo studio identifica la Tenascina-C come molecola bersaglio di potenziali approcci terapeutici mirati a facilitare il riconoscimento e l’eliminazione delle cellule staminali tumorali da parte del sistema immunitario. Sebbene questa ipotesi debba ancora essere verificata appieno sull’uomo, questa ricerca potrebbe modificare l’approccio ai pazienti con tumore in fase iniziale, che al momento vengono soltanto tenuti sotto osservazione nel tempo.

Ulteriori indagini potrebbero portare a cambiamenti importanti nell’approccio a questa forma di cancro maschile.

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