Diabete, bracciale per misurarlo senza ago

di Valentina Cervelli Commenta

Raggiungere la possibilità di tenere sotto controllo il diabete e misurare i livelli di glicemia senza ago è uno dei maggiori obiettivi della ricerca in questo settore. Una start up israeliana, la Glucovista, sembrerebbe avere conquistato questo traguardo attraverso l’invenzione di un bracciale molto particolare.

Esso è infatti in grado di eseguire il controllo del glucosio nel sangue senza utilizzare aghi o il glucometro. Questo porterebbe il paziente a non avere più bisogno di eseguire diversi prelievi durante la giornata per segnare i valori. I risultati dell’analisi eseguita con il nuovo dispositivo infatti verrebbero inviati direttamente ad uno smartphone collegato all’apparecchiatura: il collegamento tra lo stesso e lo smartphone è stato pensato per avvertire sia il paziente sia il medico di eventuali risultati fuori della norma.  Al momento il bracciale è impegnato in trial dedicati presso alcuni ospedali israeliani.

Il diabete è una malattia cronica che può rivelarsi invalidante con il passare del tempo: l’impossibilità del pancreas di gestire i livelli di zuccheri nel sangue in modo efficace attraverso la produzione l’insulina può causare problemi di diversa tipologia a tutto l’organismo. Il monitoraggio della glicemia è una delle prime armi a disposizione del malato e dello specialista per mettere a punto terapie che ne consentano una gestione corretta e ottenere uno stato di salute accettabile: questo però significa anche il potersi trovare a eseguire test con il glucometro, e quindi con gli aghi, per più di 10 volte al giorno in caso di necessità.

Un bracciale intelligente come quello messo a punto dalla start up consente di catturare la radiazione infrarossa emessa dal glucosio nel sangue, interpretarne i valori e calcolare il livello di zuccheri nel sangue. E’ stato pensato sia per i pazienti affetti da diabete di tipo 1 sia per coloro che soffrono di diabete di tipo 2. Se i test dovessero confermare la sua validità potrebbe davvero esservi a breve tempo un cambiamento importante nell’approccio alla malattia.

Photo Credit | Glucovista

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