Diabete di tipo 1, cura grazie alle staminali?

di Valentina Cervelli Commenta

Sconfiggere il diabete di tipo 1 attraverso le cellule staminali? Potrebbe essere una soluzione. Un gruppo di scienziati della Columbia University in collaborazione con la Ney York Stem Cell Foundation sono riusciti infatti a “clonare” per la prova volta la malattia, aprendo la strada ad cura di tipo personalizzato.

Può sembrare molto difficile da comprendere, ma in realtà i ricercatori hanno preso delle cellule epiteliali di una donna affetta da diabete giovanile e le hanno clonate con la tecnica che nel 1996 ha permesso di ottenere la pecora “Dolly”. Lo studio a riguardo è stato pubblicato sulla rivista di settore Nature e ci mostra come potrebbe essere possibile in un futuro riprogrammare le cellule di un paziente sostituendole a quelle malate senza avere la paura di un possibile rigetto da parte dell’organismo.

Il dott.Dieter Egli ed i suoi collaboratori hanno prelevato il nucleo dalle cellule della donatrice e lo hanno introdotto all’interno di un ovulo privato del suo nucleo, proprio come era accaduto con la “famosa” pecora. La nuova cellula ottenuta ha iniziato quindi a regredire dando modo agli scienziati di ottenere delle cellule staminali della paziente affette da diabete di tipo 1. Questo processo renderà possibile trasformarle poi in cellule producenti insulina da reimpiantare nella paziente in sostituzione di quelle malate. Senza alcun problema,visto che posseggono il normale numero di cromosomi che devono avere e sono perfettamente compatibili con chi deve riceverle. Ovviamente la soddisfazione degli scienziati è evidente:

Siamo più vicini a poter trattare i pazienti diabetici con le loro cellule produttrici di insulina.

Teoricamente questa è una tecnica che può essere utilizzata per molte malattie, come il parkinson, la sclerosi multipla ad esempio. Anche se la strada per trasformarle in terapie non è così diretta come si possa sperare, soprattutto per via delle leggi che vietano, in molti paesi, di creare embrioni a scopo di ricerca come è accaduto in questo caso.

Fonte | Nature

Photo Credit | Thinkstock

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>