La diagnosi per la malaria in trenta minuti è possibile

di Valentina Cervelli Commenta

 Diagnosticare la malaria in trenta minuti? Uno studio condotto da ricercatori di tutto il mondo, compresi gli italiani del Consiglio Nazionale delle Ricerche , e pubblicato dalla rivista medica  Biomedical Optics Express ci dimostra che ciò potrebbe essere possibile. Mediante l’utilizzo di un microscopio portatile opportunamente creato da utilizzare in modo tempestivo.

Sebbene qui in Italia e nella maggior parte dei paesi sviluppati la malaria sembri una patologia molto distante in quanto al suo possibile verificarsi, nel resto del mondo continua ad essere considerata una malattia molto diffusa. I numeri dell’Organizzazione mondiale della Sanità in merito sono molto chiari: vi sono 243 milioni di nuovi casi ogni anno che portano circa ad un milione di decessi annuali, quasi tutti relativi a bambini che vivono nelle zone più povere dell’Africa.

A collaborare ad una diagnosi spesso non tempestiva è la poca specificità dei sintomi, la quale unita ad una scarsa organizzazione sanitaria crea purtroppo un mix mortale. La necessità di uno strumento diagnostico veloce ed efficace ha spinto quindi i tecnici dello Iom-Cnr di Trieste, insieme a un team di ricercatori italiani, spagnoli e israeliani, a metterne a punto uno veloce, semplice ed a basso costo.

Commenta il dott. Dan Cojoc:

Il nuovo sistema discrimina le cellule infette da quelle sane usando la tecnica speckle sensing microscopy, che si basa sull’osservazione del diverso comportamento delle membrane dei globuli rossi malati, più rigide, rispetto a quelli sani, al passaggio di un raggio laser inclinato. Con soli 30 minuti, il test consente non solo una diagnosi tempestiva della malaria, consentendo alte probabilità di successo grazie alle terapie salvavita, ma anche di ridurre eventuali prescrizioni terapeutiche errate e spesso pericolose. Inoltre, questa tecnica è più sicura per l’operatore che non entra in contatto con il sangue del paziente ed è accessibile anche a personale non qualificato.

Sebbene il programma concernente lo studio, patrocinato dalla Comunità europea , sia ancora sotto valutazione, il risultato ottenuto sembra essere pronto in breve tempo a sostituire le 8 ore di tempo e la necessità di approvvigionamento di materiale e personale sanitario di cui necessita la metodologia attuale.

Photo Credit | Thinkstock

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Fonte: Biomedical Optics Express

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