Ecco come la cocaina distrugge i neuroni

di Valentina Cervelli Commenta

Ecco come la cocaina distrugge i neuroni: portandoli ad una sorta di auto-cannibalismo. Ce lo racconta uno studio su Pnas, evidenziando, tra le altre cose, l’estensione dei danni cerebrali causati dall’assunzione di questa droga pesante.

Ma gli scienziati non si sono limitati solo a questo: hanno tentato addirittura di trovare un antidoto nei confronti di questa sostanza stupefacente. La scienza medica era al corrente del fatto che l’assunzione di elevate quantità di cocaina portasse alla distruzione di astrociti e microglia: fino alla ricerca condotta dalla scuola di medicina della Johns Hopkins University di Baltimora si ignorava però che le cellule cerebrali si autodistruggessero.

Il gruppo di esperti guidati da Solomon Snyder è riuscito a dimostrare il comportamento dei neuroni a contatto con suddetta droga studiando il modello animale. Alte dosi di cocaina hanno scatenato nelle cellule dell’encefalo murino il fenomeno dell’autofagia, ovvero la propria distruzione attraverso l’autodigestione. Ancor più importante: tale modus operandi è stato registrato anche nei topi figli delle madri alle quali la cocaina era stata somministrata in gravidanza. E’ altresì emerso che questo processo è evitabile somministrando un antidoto: una molecola in grado di interferire sull’intera successione di eventi chimici che porta alla morte cellulare. Come spiega il dott. Prasun Guha:

Una cellula è come una famiglia che produce costantemente spazzatura. L’autofagia è la governante che porta via la spazzatura, in genere è una cosa buona. Ma la cocaina fa sì che la governante butti via cose molto importanti, come i mitocondri, che producono energia per la cellula.

Gli scienziati hanno ovviamente pensato di partire dalla molecola sopra citata, la CGP3466B, per mettere a punto un farmaco che possa bloccare gli effetti devastanti della cocaina sul cervello. Al momento quest’ultima sembra essere l’unica sostanza in grado di bloccare effettivamente la morte cellulare autoindotta e ciò viene considerato un fattore positivo: è come se la strada verso la creazione di un reale medicinale alla portata di tutti sia più vicina.

Photo Credits | Tischenko Irina / Shutterstock.com

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