Ecografie a domicilio con tablet? Una realtà

di Valentina Cervelli Commenta

Ecografie a domicilio su smartphone e tablet? Una realtà che potrebbe essere non molto distante dall’avverarsi  Immaginate di aver bisogno di un controllo più approfondito di alcune parti del corpo e di effettuarlo di routine. In questo modo il medico stesso di famiglia potrebbe occuparsi di questi esami, valutando in tempo reale le condizioni del paziente.

Se ne è discusso al Congresso della Società italiana di medicina interna (Simi) tenutosi  Roma, dove è stato presentato ai medici presenti un prototipo di tablet di medie dimensioni e spesso due centimetri attraverso le quali eseguire delle ecografie.  Un dispositivo straordinario che potrebbe fare la differenza specialmente in caso di patologie come le coliche renali o biliari, o in caso di trombosi: insomma per ogni malattia che avrebbe bisogno di un riscontro immediato senza mettere il paziente nella condizione di soffrire maggiormente o mettersi a rischio muovendosi da casa.

Spiega all’Ansa il dott. Vincenzo Arienti, il direttore della Medicina Interna dell’Ospedale Maggiore di Bologna, dove stanno sperimentando il nuovo sistema:

Saremo fra i primi in Europa, e insieme ai giapponesi nel mondo, a usare un dispositivo di questo tipo per l’ecografia.  L’accreditamento regionale prevede la dotazione del mini ecografo nelle Unità Operative di Medicina Interna, che consente inoltre al medico di visitare il malato a domicilio e decidere in modo più appropriato se ricoverare il paziente.

Una dotazione di questo genere, inoltre, è palese che favorirebbe quell’approccio multidisciplinare e specifico che il sistema sanitario auspica di raggiungere in breve tempo attraverso un più consono utilizzo dei medici di famiglia. Se gli stessi fossero in grado di effettuare diagnosi più complesse avvalendosi di questo “ecografo portatile” si riuscirebbe non solo ad evitare il sovraffollamento di pronto soccorso ed ospedali, ma anche un gran risparmio sia per la struttura che per il paziente stesso.  Senza contare l’abbattimento totale delle radiazioni nei confronti del paziente a favore di una medicina più sicura e gestibile.

Simi

Photo credit | Thinkstock

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