Il gene fabbrica-grassi è nella pastasciutta

di Paola Commenta

Domenica: pranzo luculliano. L’associazione è quasi scontata. Ma attenti alla linea, soprattutto se in tavola portate un fumante piatto di pastasciutta. Pare infatti che all’interno di uno dei primi più amati dagli italiani si nascondano pericolose insidie per la nostra silhouette.
La scoperta di un gene fabbrica-grassi che si attiverebbe quando consumiamo troppi carboidrati è stata effettuata da un gruppo di ricercatori dell’università di Berkeley e pubblicata sulla prestigiosa rivista di divulgazione scientifica Cell.

Secondo lo studio pare che pasta, riso e spuntini ipercalorici ricchi di zucchero si rendano responsabili di mettere in moto il gene Dna-Pk (Dna-dependent protein kinase), già noto agli studiosi per la sua capacità di agire contro i tumori e di riparare eventuali danni al Dna. Ma a parte queste utili funzioni, il gene in questione potrebbe anche essere responsabile di condizioni critiche come l’obesità, piaga della società occidentale moderna, che affligge in particolar modo una larga fetta della popolazione americana.

I ricercatori di Berkeley hanno dimostrato che senza il Dna-Pk i topi che consumavano una grande quantità di carboidrati non ingrassavano, al contrario delle cavie che lo avevano ancora attivo.
Questa scoperta potrebbe avere importanti implicazioni, se si trovasse il modo di disattivare il gene non solo negli animali ma anche nei pazienti obesi, con tendenza ad ingrassare. O comunque potrebbe suggerire nelle diete dimagranti una minore presenza di pasta, pizza e pane, di carboidrati per l’appunto.

E’ il gene Dna-Pk che trasforma i carboidrati in grassi, utilizzando il glucosio non immediatamente convertito in energia ed immagazzinandolo come acidi grassi e successivamente tessuto adiposo con un passaggio che avviene nel fegato. Spiega Hei Sook Sul, del dipartimento di Scienze della nutrizione e Tossicologia dell’università di Berkeley, e responsabile della ricerca:

E’ chiaro che il Dna-Pk è critico in un processo metabolico che abbiamo cercato di comprendere per 20 anni. Per la prima volta abbiamo collegato il gene Dna-Pk al tipo di segnali coinvolto nella formazione dei grassi a partire dai carboidrati che avviene nel fegato.

[Fonte: Ansa]

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