I colluttori sono davvero efficaci?

di Paola 1

L’igiene orale è una buona abitudine importantissima per il mantenimento di una bocca e denti sani, nonchè per lo stato di salute generale.
Ma avere un bel sorriso e, soprattutto, un alito fresco e profumato è estremamente rilevante anche per la vita sociale. Non è infatti piacevole soffrire di alito cattivo, soprattutto perchè questo influenza negativamente le relazioni interpersonali e fa sentire più insicuri di sè, non appena si apre bocca.

A questo proposito, spesso dentisti e ancor di più spot pubblicitari, ci suggeriscono le soluzioni più disparate, prima tra tutte, escludendo l’infinità di caramelle balsamiche e gomme alla menta, l’uso di un buon colluttorio, dopo aver lavato i denti. Ma sarà davvero efficace contro l’alito cattivo? Se lo sono chiesti alcuni ricercatori che hanno analizzato i dati relativi ai risultati e alle conseguenze dell’impiego costante di un colluttorio per completare l’igiene orale.


E’ vero che i colluttori risolvono il problema dell’alito cattivo, ma non tutti sanno, ad esempio, che alcuni tipi sono responsabili di macchiare i denti e rovinarne lo smalto.
Lo studio, condotto principalmente da Zbys Fedorowicz, un ricercatore che lavora al Ministero della Salute in Bahrain, ha preso in analisi molte delle precedenti ricerche condotte sull’alito cattivo e sui colluttori.
I dati sono sconcertanti: circa la metà dell’intera popolazione degli Stati Uniti ha affermato di soffrire di alito cattivo, mentre in Francia l’alitosi colpisce addirittura il 60% della popolazione.

Il cattivo odore del cavo orale è prodotto da batteri e residui di cibo che si accumulano nei piccoli solchi impressi nella lingua e tra i denti. Lì, i batteri trasformano il cibo residuo in composti di zolfo, compreso l’idrogeno solforato (la stessa sostanza che dà alle uova marce quell’odore nauseabondo).
Alcuni colluttori uccidono i batteri, altri invece ne neutralizzano soltanto gli odori.
I ricercatori hanno appurato che sarebbero efficaci contro l’alitosi ma mettono in guardia dai colluttori che contengono clorexidina, una sostanza che uccide i batteri ma macchia la lingua e i denti.
La decolorazione può apparire anche sotto forma di macchie di tabacco, di un colore marrone scuro, che spesso si imputano alle sigarette, ma sono in realtà provocate dalla sostanza presente in molti colluttori. Quando acquistiamo un colluttorio, dunque, controlliamo bene l’etichetta, accertandoci che non contenga clorexidina.

Commenti (1)

  1. Se non si rimuove la causa prima: tartaro, residui alimentari nelle tasche gengivali con una detartrasi profonda ( scaling e root-planning ) il colluttorio agisce da panacea temporanea.
    La colorazione marrone che si nota, a volte sui denti, può essere dovuta all’ uso della clorexidina, a colonie di actinomices e al tabacco.
    Un comportamento responsabile è fatto di parecchi accorgimenti, in primis detartrasi professionale, terapia odontoiatrica dei denti e delle gengive, correzione di protesi incongrue.
    Colluttorio solo quando serve: il suo effetto disinfettante e battericide determina anche la distruzione dei batteri utili che albergano nel cavo orale, perciò è consigliabile l’ uso di probiotici appositi per ripristinare la flora batterica utile del cavo orale: diversamente si attua quella distruzione che è analoga a ciò che accade nell’ intestino dopo terapia antibiotica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>