Individuati meccanismi cerebrali che vincono la paura

di Paola Commenta

Perché alcune persone hanno la capacità di mantenere la calma e e di rimanere rilassate, anche nelle situazioni più difficili? O, al contrario, molte altre vanno in ansia e si spaventano per delle sciocchezze?
Nuovi esperimenti effettuati sui topi dai ricercatori dell’Howard Hughes Medical Institute (HHMI) stanno fornendo informazioni sul modo in cui il cervello cambia quando gli animali imparano a sentirsi al sicuro e protetti in situazioni che normalmente li avrebbero resi ansiosi.

Eric R.Kandel e Daniela D.Pollack hanno condotto dei test sui topi per capire come fanno a sentirsi al sicuro in situazioni di stress.
I loro esperimenti hanno dimostrato che i roditori sviluppano un’inibizione condizionata della paura, che è un vero e proprio apprendimento della sensazione di essere al sicuro.


Come ha spiegato la stessa autrice della ricerca Daniela Pollack:

I cambiamenti comportamentali osservati nei topi combattono l’ansia in modo molto più efficace di farmaci antidepressivi come il Prozac. E ‘un po’ come una psicoterapia. Ciò dimostra che il cambiamento mentale ha il suo peso nello sconfiggere le paure.

Due tipi di paura fondamentali, quella istintiva e e quella appresa, hanno profonde radici evolutive e sono essenziali per la sopravvivenza. Ma in alcune persone, forme patologiche di paura possono portare a disturbi debilitanti, ansia, stressdepressione.
Imparare a sentirsi al sicuro, dall’altro lato, riduce lo stress cronico, una delle caratteristiche della depressione e di altre psicopatologie.

Ai topi sottoposti all’esperimento è stato insegnato a non avere paura di alcuni suoni o rumori che solitamente li allarmavano, per poi osservare cosa accadeva nel loro cervello. La memorizzazione dello stato di sicurezza aiutava i roditori ad associazioni positive con eventi ansiogeni, facendoli rimanere calmi, senza che sviluppassero attacchi di panico.

La ricerca è stata pubblicata dalla rivista di divulgazione scientifica Neuron.
Il nuovo studio è degno di nota perché si rivela nel dettaglio come il comportamento condizionato può influire sul cervello. Secondo la Kandel, sapere in che modo funzioni può rivelarsi un interessante percorso per individuare nuovi farmaci per trattare la depressione e i disturbi d’ansia.

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