Morfina peggiora dolore cronico?

di Valentina Cervelli 0

La morfina peggiora il dolore cronico invece di calmarlo? Quando si pensa a questo tipo di medicinale ed ai pericoli che può comportare ci si focalizza sempre su un iperdosaggio o sulla dipendenza. Ma se in realtà il sollievo che promette compromettesse la situazione aumentando il fastidio?

A porsi la domanda sono stati gli scienziati dell’Università del Colorado dopo uno studio durato 3 mesi su modello animale per studiare l’effetto che gli oppioidi ed in particolare la morfina potessero avere sulla patologia sopracitata. Ed i risultati suggeriscono che alcune delle reazioni mostrate nei ratti potrebbero ricreare processi che avvengono nelle persone sottoposte a questo tipo di terapia. Il prof. Peter Grace e la prof.ssa Linda Watkins, a capo della ricerca condotta in Colorado si sono resi conto che un breve trattamento con antidolorifici a base di oppiacei possono condurre a sviluppare un dolore cronico ancor più complicato da curare.

La nostra scoperta principale è che siamo stati capaci di dimostrare come una breve assunzione di un antidolorifico come la morfina possa raddoppiare la durata del dolore cronico. Le implicazioni per le persone che assumono oppioidi come morfina, ossicodone e metadone sono importanti, visto che il nostro studio mostra come tali sostanze siano in grado di causare conseguenze devastanti come l’ampliamento dell’intensità e della durata del dolore.

Pubblicato sulla rivista di settore PNAS, Proceedings of the National Academy of Sciences, lo studio ha mostrato come la morfina sia in grado di intensificare il rilascio di segnali dolorosi da specifiche cellule del sistema immunitario contenute nel midollo spinale collegate per l’appunto ad una sensazione di dolore prolungato. Che può arrivare a perdurare fino a diversi mesi dopo l’assunzione.

Saranno importanti in tal senso altri livelli di sperimentazione per provare lo stesso effetto della morfina sugli uomini: ciò non toglie che il lavoro degli scienziati americani possa aver aperto la strada ad una maggiore comprensione del dolore e dei medicinali atti al suo trattamento.

Photo Credits | ketmanee / Shutterstock.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>