Ormoni sessuali espongono a rischio infarto gli uomini

di Paola 1

Gli uomini sono più inclini a subire attacchi cardiaci e a morire d’infarto rispetto alle donne della stessa età.
La causa, secondo una recente ricerca degli scienziati dell’università di Leicester è da imputare agli ormoni sessuali.

I risultati dello studio effettuato dal dottor Maciej Tomaszewski e dal suo team spiegano come mai ci sia questo “svantaggio” che porta il sesso maschile ad essere più soggetto al rischio di infarto rispetto alle donne.
Si tratterebbe di una naturale predisposizione provocata dagli ormoni sessuali.


La ricerca del dottor Tomaszewski e dei suoi colleghi, pubblicata on line sulla rivista scientifica Atherosclerosis, ha coinvolto 933 uomini che avevano un’età media di 19 anni, facenti già parte di uno studio della Young Men Cardiovascular Association.

I ricercatori hanno esaminato i modi in cui gli ormoni sessuali – estradiolo, estrone, testosterone e androstenedione – interagiscono con i tre principali grandi fattori di rischio delle malattie cardiache (colesterolo, pressione arteriosa e peso).

Hanno così’ scoperto che due di questi ormoni sessuali (l’estradiolo e l’estrone, chiamati insieme estrogeni) sono collegati negli uomini ad un aumento dei livelli di colesterolo cattivo LDL e a bassi livelli di colesterolo buono HDL.

Ciò suggerisce che alcuni ormoni sessuali possono essere importanti fattori di rischio di malattie cardiache negli uomini, prima ancora che essi presentino sintomi di malattie coronariche o ictus.

Il dottor Tomaszewski ha così commentato i risultati del suo studio:

Le concentrazioni di ormoni sessuali sono state associate a malattie cardiovascolari: si tratta di fattori di rischio presenti già prima di qualsiasi apparente manifestazione di malattie cardiovascolari, come ictus o infarto del miocardio.
Così, gli uomini con concentrazioni di estradiolo e di estrone più elevata hanno anche il più alto livello di rischio cardiovascolare, perchè i loro livelli di  colesterolo dannoso LDL sono elevati, mentre l’HDL che protegge il cuore è basso.

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