Paralisi: un gel per riparare i nervi

di Valentina Cervelli Commenta

paralisi arti inferiori

Riuscire a riparare i nervi per risolvere positivamente una paralisi. Si tratta del sogno di tutte le persone che affette da questa patologia per malattia o incidente vorrebbero tornare a camminare o muoversi. Una squadra di ricercatori dell’Università di Tel Aviv , grazie all’invenzione di un gel specifico, potrebbe essere riuscita nell’impresa.

Gli scienziati israeliani hanno infatti sviluppato un impianto biodegradabile che utilizzato in combinazione con il suddetto gel stimolante, potrebbe riparare e aiutare la crescita dei nervi compromessi, favorendo il ripristino della funzionalità degli stessi. Alla base di quello che viene già definito nel settore un approccio rivoluzionario sebbene ancora totalmente sperimentale vi sono il dott. Shimon Rochkind e il prof. Zvi Nevo con le loro squadre di esperti. Al momento solo il modello animale ha potuto provare questa nuova scoperta, ed i risultati presentati in tal senso portano a prevedere a breve termine un trial clinico su esseri umani.

In pratica i ricercatori hanno deciso di considerare i nervi umani come un cavo elettrico: se recisi e danneggiati entrambi perdono la propria funzionalità. E come il cavo elettrico non può trasmettere elettricità, i nervi danneggiati non permettono il passaggio dei segnali al sistema nervoso e quindi danno vita alla paralisi. Gli scienziati hanno quindi messo a punto un piccolo tubicino biodegradabile in grado di unire le due estremità danneggiate nel nervo, al quale unire il gel GRG ( Guiding Regeneration Cel, N.d.R.) all’interno per favorire la ricrescita delle fibre nervose. Su modello animale sembra che l’intero processo abbia funzionato anche nei casi più gravi.

Alla base di questo “miracolo” della scienza, vi sono i componenti alla base del gel: gli antiossidanti di protezione, i peptidi specificatamente creati in laboratorio che gettano la traccia per la crescita delle fibre nervose e l’acido ialuronico che consente di evitare l’essiccazione dell’impianto. Sono numerose le potenzialità di applicazione di questa invenzione dei medici israeliani: tra di essere anche quella relativa al Parkinson, altra patologia nervosa invalidante.

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