Rihanna, le sue canzoni contro il dolore

di Valentina Cervelli Commenta

Ascoltare Rihanna ha un effetto simile a quelli di un antidolorifico. E questo il risultato inaspettato di uno studio pubblicato dalla rivista di settore Pediatric Surgery e condotto dai ricercatori del Northwestern Memorial Hospital di Chicago negli Stati Uniti.

Nello specifico a poter usufruire di questo inaspettato “aiuto” sono i bambini i quali  vivono sulla loro pelle i benefici della musica dopo l’essere stati sottoposti ad un intervento chirurgico. Ed in particolare quella della cantante delle Barbados. Che la musica fosse in grado di aiutarci in qualche modo a guarire dai nostri problemi non è una novità: la musicoterapia è un approccio ormai da tempo studiato e praticato in alcuni campi. Essa viene utilizzata sia per prevenire sia per curare alcuni disturbi fisici, psicologici e legati alla malattia mentale.

Certo, molto di questa finalità terapeutica è ancora da definire, ma diversi benefici nel corso degli anni, in sperimentazioni dedicate, sono stati registrati nei malati di Alzheimer o nelle persone che siffrivano di ipertensione. Non è una cura, ma sembra essere qualcosa in grado di mitigare alcuni sintomi. Ed il dolore è uno di questi.

Come si arriva a Rihanna? E’ presto detto: è stato preso un campione di 60 bambini sottoposti ad un intervento chirurgico che è stato poi suddiviso in tre gruppi: al primo è stato chiesto di comporre e ascoltare per 30 minuti una playlist di brani musicali che comprendeva artisti come Rihanna o Taylor Swift, al secondo un audiobook ed al terzo non è stato concesso l’utilizzo di nessun libro o canzone. Gli appartenenti al primo gruppo hanno mostrato di percepire molto meno dolore. Spiegano l’accaduto i ricercatori:

Siamo di fronte ad un’opportunità interessante da prendere in considerazione nel trattamento del dolore post-operatorio. Ascoltando la musica inganniamo per un momento il nostro cervello. Ecco perchè sentiamo meno dolore.

Un metodo alternativo agli antidolorifici per dare benessere ai bambini senza utilizzare forti dosi di medicinali.

Photo Credits | Getty Images

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