Scoperti i geni responsabili della colite ulcerosa

di Marco Mancini Commenta

Gli studi effettuati finora sulla colite ulcerosa ci facevano capire cos’era e come si curava, ma ciò che la causava rimaneva ancora in parte avvolto nel mistero. Oggi una ricerca italo-americana si avvicina verso la soluzione del problema. I ricercatori dell’Università di Pittsburgh, insieme a quelli dell’Irccs (istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) di San Giovanni Rotondo sono partiti dai dati conosciuti, e cioè sul fatto che capitava spesso di notare l’insorgere della malattia tra più componenti della stessa famiglia.

Questo aveva fatto sospettare che ci fossero dei problemi genetici alla base, ma finora non si era capito di cosa si trattava effettivamente. Ora invece questa ricerca congiunta ha reso noto che ci sono tre cromosomi su cui agiscono diversi geni, che spiega la motivazione dell’ereditarietà della condizione.

La colite ulcerosa è un’infiammazione delle pareti del retto e dell’intestino crasso che porta a forti dolori addominali, diarrea e disidratazione. I cromosomi in questione sono “1p36”,”12q15” e “7q31”, mentre i geni presenti, responsabili di questa alterazione sarebbero “1p31” e “6p21”. Essi sono stati rilevati da una ricerca su migliaia di campioni provenienti da persone ammalate e confrontati con gli oltre 2000 dei loro antenati europei. Tutto ciò è stato possibile grazie alla mappatura del DNA, che ha permesso agli scienziati di individuare le zone coinvolte con le malattie intestinali croniche.

Ma non è detto che quest’azione sia la sola responsabile dell’insorgere della malattia. Infatti la correlazione tra l’azione dei geni e la colite ulcerosa ancora non è completamente chiara, ed è probabile che questa sia soltanto una sorta di “aiuto” nella comparsa della malattia, e non effettivamente la causa stessa. Si tratta comunque di un buon passo avanti della scienza, che permetterà di raggiungere quanto prima una terapia per guarire da questa condizione fastidiosa. L’intera ricerca è stata pubblicata su Nature Genetics.

Fonte: [italiasalute.it]

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