Legge nel pensiero il software giapponese basato sulla risonanza magnetica funzionale

di Paola Commenta

La risonanza magnetica funzionale è lo strumento diagnostico più utilizzato per individuare eventuali problemi neurologici del cervello nonchè per studiare i meccanismi di funzionamento cerebrali alla base dei processi cognitivi. Grazie ad una recente sperimentazione portata a termine dagli scienziati giapponesi dell’ATR Computational Neuroscience Laboratories di Kyoto, le immagini registrate dalla risonanza magnetica funzionale possono essere rielaborate utilizzando uno speciale software, originando una vera e propria lettura del pensiero.

Guidati da Yukiyasu Kamitani, i ricercatori sono riusciti a comporre una fotografia in bianco e nero dell’idea su cui si stava focalizzando in quel momento il cervello. Il tutto basandosi semplicemente sugli impulsi cerebrali registrati dalla risonanza. Come dichiarato dallo stesso Kamitani:

Analizzando i segnali nervosi nel momento in cui l’immagine veniva vista siamo riusciti a ricostruirla.

Questo significa, sempre secondo lo scienziato che

la capacità di leggere nella mente, almeno in teoria, è potenzialmente utilizzabile per «leggere» qualsiasi cosa che qualcuno stia pensando senza una conoscenza precedente di ciò di cui si potrebbe trattare.

Non è la prima volta che la ricerca scientifica si concentra nello sforzo di riuscire a decifrare il pensiero sulla base della scansione del cervello. Non molto tempo fa, infatti, un gruppo di ricercatori della University of California Berkeley, coordinato da Jack Gallant era riuscito a creare un software capace di distinguere un oggetto tra tanti su cui si focalizzava il cervello, sulla base di un confronto con immagini-test registrate in precedenza. Lo studio, pubblicato sul New Scientist, aveva riscosso molto interesse.

Tuttavia, nulla a che vedere con l’enorme potenziale della recente scoperta giapponese, che non utilizza alcun tipo di immagini-test o di confronto, essendo il nuovo software in grado di rappresentare il pensiero solo con le immagini rielaborate della risonanza magnetica funzionale.
La ricerca, riportata dalla rivista scientifica Neuron, apre la strada a nuovi interessanti sviluppi nella decifrazione e lettura del pensiero umano.
[Fonte: corriere.it]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>