Spina dorsale bionica contro la paralisi?

di Valentina Cervelli Commenta

Una spina dorsale bionica per combattere le paralisi. Il suo nome è “Stentdrode”, è lunga 3 cm e possiede un diametro di pochi millimetri, ma potrebbe rivelarsi un dispositivo pioniere nel campo della medicina riabilitativa.

Il funzionamento di questa spina dorsale artificiale è molto semplice: essa può essere impiantata in un vaso sanguigno vicino all’enecefalo. Una volta posta nel punto scelto essa registra l’attività cerebrale, trasformando poi gli impulsi in azioni. Essa verrà presto sperimentata su modello umano. I test eseguiti finora sugli animali hanno mostrato che il dispositivo è effettivamente in grado di portare al movimento degli arti. Non solo: man mano che passa il tempo e che il tessuto attorno allo stunt si consolida i segnali diventano più potenti.

L’impianto è stato messo a punto da una squadra di neurologi e ingegneri biomedici del Royal Melbourne Hospital, dell’Università di Melbourne e del Florey Institute of Neuroscience and Mental Health. Come già indicato il prossimo passo sarà quello di provare il dispositivo sui pazienti dell’ospedale australiano nel quale lavorano alcuni degli specialisti che hanno collaborato alla sua creazione. Inserire in loco questo device non sarà eccessivamente invasivo: nel corso di un’operazione della durata di due ore verrà fatta una piccola incisione nel collo per inserire lo Stentrode attraverso un catetere sulla corteccia cerebrale. I suoi elettrodi capteranno l’attività della stessa ed invieranno i segnali ad un congegno che verrà impiantato nella spalla. In tal modo, eliminando tra l’altro la necessità di una craniotomia, i pazienti potranno contare su una convalescenza più breve e meno problematica.

Questo tipo di approccio bio-robotico è tra quelli più sfruttati negli ultimi tempi dalla neurologia. Giusto nel 2015 con una tecnica simile 3 persone presso l’ospedale di Vienna hanno riacquistato la capacità di utilizzare una mano muovendola con il pensiero attraverso un simile dispositivo, bypassando le lesioni spinali dalle quali erano affetti.

Photo Credit | Stuntrode

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