Staminali, stop alla sperimentazione animale?

di Valentina Cervelli 0

Stop alla sperimentazione animale grazie alle staminali? Ci sono buone speranze se si pensa alle possibili implicazioni di uno studio condotto dal King’s College di Londra in merito alla loro riproduzione in vitro e possibilità di utilizzo recentemente pubblicato sulla rivista di settore Stem Cell Reports.

E’ stato infatti ottenuto in laboratorio uno strato di pelle umana “coltivato” direttamente dalla riprogrammazione di cellule staminali. Un passaggio importante per la ricerca questo visto che tale processo può aprire la strada alla ricerca di terapie efficaci e cure alle maggiori malattie della pelle, tra le quali l’eczema e le forme tumorali che la colpiscono. Non solo, ancora più importante, questo potrebbe rappresentare il primo passo per abbandonare la sperimentazione di farmaci e cosmetici su animali, questione che da molto tempo divide animalisti e gente comune, vegani e onnivori.

Insomma, si tratta di un tema molto caldo. E almeno per ciò che concerne la cosmetica, lo stop alla sperimentazione grazie a questo studio potrebbe essere molto più vicina di ciò che si possa credere. Lo studio è stato condotto dagli scienziati inglesi in collaborazione con il San Francisco Veteran Medical Center. La pelle artificiale generata in laboratorio partendo staminali umane ha mostrato di avere una permeabilità maggiore anche rispetto al campione di partenza garantendo in questo modo, a livello biologico, una maggiore protezione da microbi e batteri. Ci sono voluti alcuni anni per giungere a questo risultato, ma il tempo impiegato vale completamente le potenzialità di questa scoperta. Commentano gli scienziati:

Possiamo usare questo modello per studiare come si sviluppa normalmente la barriera cutanea e come sia poi compromessa in diverse malattie, stimolando la riparazione e il recupero. La pelle è superiore scientificamente a quella di conigli, maiali, ratti o altri animali. I risultati della ricerca saranno applicabili alle persone.

Cosa ne pensate?

Fonte | Stem Cell Reports

Photo Credit | Thinkstock

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