Cancro: si curerà con un vaccino?

di Marco Mancini 1

Oggi esistono vaccini per quasi tutte le malattie, dunque perché non realizzarne uno per il cancro? Ci hanno pensato i ricercatori dell’Università della Georgia, negli Stati Uniti, che hanno reso noto di aver realizzato un vaccino che per ora ha mostrato di funzionare solo sui topi. Questo dovrebbe prevenire il cancro al seno, al colon, alle ovaie e al pancreas, e almeno teoricamente dovrebbe funzionare anche sugli esseri umani.

E’ quello che sperano gli stessi ricercatori, i quali hanno però ammesso di non aver ancora iniziato gli esperimenti sulle persone, ma per ora si sono concentrati solo sui topi da laboratorio. Il funzionamento lo spiega Geert-Jan Boons, docente di chimica e ricercatore presso lo University Cancer Center:

Questo vaccino provoca una risposta immunitaria molto forte e attiva tutti i tre componenti del sistema immunitario per ridurre le dimensioni del tumore in media dell’80%.

In pratica più che combattere direttamente la neoplasia, come ad esempio si può fare con l’influenza perché c’è un virus specifico da contrastare, in questo caso si stimolano le difese immunitarie a diventare più forti e distinguere le cellule cattive da quelle buone. In particolare l’obiettivo primario è la proteina MUC1 che si sviluppa in circa il 70% dei casi di cancro al seno, al pancreas, alle ovaie e nel mieloma multiplo, e nel 90% dei pazienti con carcinoma mammario che non rispondono alla terapia ormonale e agli inibitori dell’aromatasi. In particolare si tratterebbe di pazienti su cui la chemioterapia non farebbe effetto, e perciò per loro oggi non ci sono delle vere e proprie terapie.

L’applicazione di questo vaccino potrebbe essere accompagnata dalla chemioterapia nelle persone che sono già affette da alcuni tipi di tumori, oppure potrebbe avvenire nelle persone con alti fattori di rischio, come ad esempio in chi ha in famiglia casi di tumori maligni, in via preventiva. Lo studio sulle cellule umane è iniziato ed il team conta di avviare la prima fase della sperimentazione clinica entro la fine del 2013.

[Fonte: Health24]

Photo Credits | Thinkstock

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