Coronavirus, contagi in aumento: arrivata la seconda ondata?

di Valentina Cervelli 0

E’ arrivata la tanto temuta ondata della pandemia di Coronavirus in Italia? E’ presto per dirlo, ma di certo si tratta di una situazione di “transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento“, utilizzando le parole presenti all’interno del rapporto di monitoraggio del Ministero della Salute e dell’Iss sulle infezioni da Covid 19.

Minore attenzione alle regole, maggiore numero di contagi

Il testo riguarda la situazione in Italia nella settimana dal 3 al 9 agosto: questo significa che le infezioni contratte a metà luglio devono essere lette come “importanti segnali di allerta per un possibile aumento della trasmissione“, continua il documento.”È essenziale“, quindi, “mantenere elevata l’attenzione e continuare a rafforzare le attività di contact tracing (ricerca dei contatti) in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l’epidemia“.

E’ innegabile, osservando la situazione in Italia che le vacanze hanno portato un discreto numero di cittadini a far finta che il virus non sia ancora presente e pericoloso sul territorio: appare palese la minore attenzione portata nei confronti degli assembramenti e dell’uso della mascherina, tanto che alcune regioni e anche a livello nazionale, si sta pensando di renderla obbligatoria anche negli spazi aperti. L’ultima settimana ha fatto segnalare la presenza di ben 925 focolai di Covid 19 in Italia, di cui 225 di nuova origine: al momento le regioni con valore Rt maggiore di 1 sono 9.

Nel rapporto si sottolinea, tra le altre cose come il “forte impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti si sta dimostrando efficace nel contenere la trasmissione locale del virus” e il fatto che, nonostante la crescita dei contagi, le Regioni stiano riuscendo a gestire tutto senza creare “un sovraccarico dei servizi assistenziali“.

Non abbassare la guardia nei confronti del virus

Nonostante il riconoscimento del buon lavoro sui focolai, è importante non abbassare la guardia nei confronti del coronavirus: la maggior parte dei nuovi contagi è rappresentata infatti da infezioni da rientro di persone e turisti provenienti da Stati nei qual i contagi sono in forte risalita. Spiegano dal Ministero della Salute e dall’ISS:

Per quanto riguarda i focolai se ne registrano diversi, alcuni di dimensioni rilevanti, in gran parte dovuti a casi importati dall’estero o a persone che rientrano da viaggi per turismo. Per questo è importante continuare a seguire le indicazioni delle autorità sanitarie, evitare assembramenti, tenere comportamenti prudenti, mentre da parte sua la sanità pubblica deve fare quello che ha fatto finora con tempestività, identificare i focolai e contenerli rapidamente.

Nello specifico ecco gli indici Rt per ogni ragione italiana: Abruzzo 1.33, Basilicata – Calabria – Campania 0.86, Emilia Romagna 0.77, Friuli Venezia Giulia 0.32, Lazio 0.99, Liguria 1.05, Lombardia 1.13, Marche 1.02, Molise – Provincia di Bolzano 0.97, Provincia di Trento 0.78, Piemonte 1.04, Puglia 1.14, Sardegna 0.33, Sicilia 1.41, Toscana 1.28, Umbria 0.76, Val D’Aosta 0.37, Veneto 1.20.

Viene confermato dal rapporto anche il calo dell’età media dei contagiati, ora a 40 anni.

 

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