Contro la demenza? Leggere tanti libri

di Valentina Cervelli 0

Una delle armi più valide contro la demenza? Quella di leggere libri. Non dovete prenderlo come un obbligo, ma come un piacere in grado di mantenervi in salute. I buoni lettori hanno sempre sospettato questo loro beneficio, ora una ricerca statunitense rincara la dose, confermando i risvolti positivi della lettura sul cervello.

Questa bellissima notizia giunge da uno studio condotto dagli scienziati del Rush University Medical Center di Chicago coordinati dal dottor Robert S. Wilson che confermano, attraverso la pubblicazione del loro lavoro sulla rivista di settore Neurology, come la lettura sia in grado di coinvolgere e stimolare il cervello a tutte le età, preservando le funzioni cognitive nonostante l’invecchiamento ed allontanando la demenza. Questi benefici, sarete contenti di saperlo, sono validi anche per altre attività artistiche, come anche la scrittura. Commenta il coordinatore della ricerca:

Il nostro studio suggerisce che tenere in esercizio il proprio cervello, prendendo parte ad attività di questo tipo durante tutta la vita di una persona, dall’infanzia alla vecchiaia, è importante per la salute del cervello in età avanzata.

Per confermare la loro tesi sulla lotta alla demenza, gli scienziati hanno analizzato un campione di 294 persone seguite per sei anni, dall’inizio dello studio fino alla loro morte, avvenuta ad una età media di 89 anni. Prima dell’inizio del periodo di follow up i volontari sono stati sottoposti ad un questionario per comprendere se nel corso di tutta la vita avevano scritto, letto o svolto altre attività stimolanti per il cervello nel corso della loro vita fino al momento di partecipazione alla ricerca. Nel corso del periodo di osservazione sono stati sottoposti a dei test volti a misurare la memoria e l’attività cerebrale, ed dopo il decesso i cervelli attraverso l’autopsia sono stati studiati per trovare segni fisici di demenza come lesioni, grovigli e placche. Coloro che avevano letto nel corso della vita avevano fatto registrare un più lento di declino della memoria rispetto a coloro che non avevano letto o scritto nel corso della loro vita. Differenze registrabili, nelle varie tipologie di test, con percentuali di minore declino cognitivo registrabile fino al 32%.

Dati sui quali riflettere e che dovrebbero portarci a trovare un po’ di tempo nella nostra giornata per dedicarci almeno alla lettura: ne va del nostro cervello e della nostra salute neurologica futura.

Fonte | Neurology

Photo Credit | Thinkstock

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