Dormire 6 minuti può salvare la vita

di Valentina Cervelli 0

Dormire 6 minuti può salvare la vita? Di certo può aiutare a tenere lontani tanti disturbi e incidenti in grado di mettere a repentaglio la nostra salute. Scopriamo insieme quali sono i benefici di un pisolino così breve per il nostro organismo.

Dormire il giusto per ricaricarsi senza problemi

La mancanza di sonno è uno dei problemi che più inficiano la vita dell’essere umano su base quotidiana e non solo per la stanchezza che a lungo andare debilita. A essa infatti è possibile correlare una minore attenzione nelle azioni e una alterata percezione degli stimoli esterni e tutto questo può condurre con facilità a incidenti e problematiche. Non bisogna dimenticare poi che l’atto del dormire consente all’organismo di espellere tossine e “ripulirsi” prima di una nuova giornata.

Una ricerca dell’American College of Cardiology ha preso in considerazione il rapporto esistenze tra la lunghezza del riposino pomeridiano e lo stato di salute di un campione composto da 300 mila persone provenienti da tutto il mondo. E hanno scoperto che la classica pennichella, per apportare benefici, non dovrebbe eccedere i 20-30 minuti.

La ragione di questa tempistica sta nel funzionamento del dormire umano e nella capacità del sonno di estendersi in più fasi: riuscire a rimanere in quella del sonno leggero, senza entrare nella fase rem (quella dei sogni, N.d.R) consente alla persona di sentirsi riposata senza sperimentare difficoltà di rimettersi “in moto” al risveglio.

Riposino ok, ma dormire la notte è meglio

Ristoro ma senza sonno profondo, quindi, onde evitare che venga inficiato il sonno notturno. Come spiegano gli specialisti, l’ideale sarebbe come già citato, dormire tra i 20 e i 30 minuti il pomeriggio, favorendo il rilassamento. Da dove nascono quindi i 6 minuti di “pisolino” in grado di salvarci la vita?

Semplice, da diverse ricerche condotte in materia che hanno verificato come possano bastare 6 minuti per far progredire quella parte della memoria a lungo termine connessa alla facoltà di ricordare fatti e informazioni: in caso di stanchezza estrema questa manciata di tempo ci darebbe modo di poter processare informazioni senza pericoli. I 20-30 minuti sono stati rilevati come ottimali per migliorare le abilità motorie e i riflessi e 30-60 minuti di sonno sono per accrescere la capacità di prendere decisioni.

Insomma, basta poco, quando si tratta di sonno, per fare la differenza. Il consiglio, a ogni modo, è quello di cercare il più possibile di dormire con regolarità la notte, favorendo il riposo con una corretta postura e alimentandosi il meglio possibile. Concedendosi di pomeriggio una piccola siesta capace di rinvigorire sia dal punto di vista fisico che mentale.

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