Giornata Mondiale dell’Alzheimer il 21 settembre

di Valentina Cervelli 1

Il prossimo 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer. Un giorno importante nel quale attirare l’attenzione su questa grave malattia neurologica affinché anche coloro che non la conoscono possano capire immediatamente quante e quali possono essere le conseguenze di una simile patologia.

Sono diverse le azioni che si possono intraprendere, soprattutto in questa giornata, per gettare le basi di un futuro migliore per i malati di Alzheimer:  tutto passa attraverso la conoscenza e l’informazione. Le organizzazioni alla base della Giornata Mondiale suggeriscono prima di tutto di agire attraverso i social network: essi rappresentano un mezzo molto facile da utilizzare per raggiungere le persone e stuzzicare la curiosità nei confronti della malattia. Basta fare una piccola donazione presso l’ente di ricerca dedicato locale, o collaborare con quelle istituzioni che sul proprio territorio organizzano manifestazioni o consulti.  Il colore dell’Alzheimer è il viola: si possono lanciare campagne di attenzione o raccolte di fondi basate su oggetti di quella tonalità o sui fiori “non ti scordar di me”.

La ricerca, quando si parla di Alzheimer è molto importante: non dobbiamo dimenticare che questa malattia è ancora priva di una cura e le terapie messe a punto, sia quelle commercializzate che quelle ancora in fase di sperimentazione, non portano alla guarigione della malattia ancora, ma solo ad un rallentamento dei sintomi e della demenza correlata. Per poter studiare l’Alzheimer servono fondi. Ed è qui che entrano in gioco le associazioni ed i semplici cittadini: è necessario del lavoro comune.

La Giornata Mondiale dell’Alzheimer può essere una buona occasione per informarsi su come essere caregiver di un paziente affetto da questa malattia, o per capire quali sono le opzioni terapeutiche a disposizione per affrontare il declino cognitivo e la perdita di memoria. Insomma, un giorno da dedicare alla conoscenza di un male che ogni anno lentamente uccide milioni di persone e che silenziosamente si infiltra nelle nostre case.

Photo Credits | james weston / Shutterstock.com

Commenti (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>