Mal di testa? Sesso come antidolorifico

di Valentina Cervelli 1

Mal di testa addio? A quanto pare una soddisfacente attività sessuale sembra essere un vero toccasana contro cefalee ed emicrania. Una nuova conferma è arrivata da una ricerca condotta dal dipartimento di Neurologia dell’Università di Münster e pubblicata sulla rivista di settore Cephalalgia.

Secondo gli scienziati tedeschi il sesso aiuterebbe ad abbattere in modo parziale o totale i sintomi dell’emicrania e della cefalea a grappolo. Insomma, sebbene la battuta sia scontata, le donne e gli uomini non potranno più utilizzare come scusa il mal di testa per non fare sesso con la propria metà: anche perché nel caso fosse vero come si potrebbe rinunciare ad un tale e naturale “antidolorifico”?

Gli effetti del rapporto sessuale vengono comparati dai ricercatori tedeschi proprio a questo tipo di medicinali per la loro efficacia. Per confermare la loro ipotesi, gli scienziati hanno preso in considerazione mille pazienti affetti dalle due differenti forme di mal di testa sopra descritte:  800 soffrivano di emicrania, mentre 200 di cefalea a grappolo. Tutti sono stati sottoposti alla compilazione di un questionario riguardante gli effetti negativi del mal di testa sulla propria vita e la propria ai problemi di testa e la propria attività sessuale.

I dati raccolti in Germania hanno mostrato come più del 50% di coloro che soffrivano di questa patologia, che avevano avuto rapporti sessuali nel corso di un attacco di emicrania, avevano registrato un calo della forza dei sintomi, mentre un quinto di essi ha archiviato a suo favore la scomparsa completa del dolore.  Il terzo del campione totale che non ha registrato miglioramenti ha segnalato al contrario un peggioramento della sintomatologia. Risultati simili sono stati registrati nei malati affetti da cefalea a grappolo: sono stati registrati sollievo parziale e totale nel 37% dei casi, mentre un 50% ha evidenziato un peggioramento.

I firmatari dello studio hanno supposto che l’effetto benefico riscontrato sia da imputare al rilascio di endorfine.

Fonte | IHS

Photo Credit | Thinkstock

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