Psichiatria: nuove relazioni positive per i vedovi

di Marco Mancini 2

La perdita di una moglie è sempre una tragedia per chiunque, ma come da tutte le tragedie bisogna anche riuscire a rialzarsi. Capita spesso che, dopo tanti anni passati insieme, una persona non voglia più frequentare altre donne, ma un recente studio svedese ha notato come gli uomini che sono ancora relativamente giovani rischiano di incorrere in diverse malattie mentali se decidono di non frequentare più nessuno.

Lo studio, effettuato presso l’Accademia Sahlgrenska, ha preso in considerazione lo stato mentale di 691 vedovi che avevano perso la moglie precocemente a causa di un cancro. Sul lungo termine, spiegano i ricercatori, era stato già notato come aumentasse il rischio di morte precoce anche negli uomini che non si risposavano, ma loro hanno tentato di capire cosa avveniva nel breve termine.

La ricerca ha così rilevato che tra i quasi settecento vedovi dello studio, coloro che riuscivano a frequentare altre donne, non necessariamente risposandosi, entro 4 o 5 anni avevano un’insorgenza di gran lunga inferiore di malattie mentali rispetto a chi non lo faceva. La condizione più comune, e comprensibile, è la depressione, ma spesso questa si accompagna a disturbi del sonno e ansia, e portano questi uomini a fare un uso anche eccessivo di sonniferi ed antidepressivi.

Studi precedenti hanno dimostrato che le persone che perdono il loro partner soffrono di una cattiva salute mentale breve termine. Il nostro studio è il primo a dimostrare che il rischio di cattiva salute mentale continua per molti anni ma, in media, il rischio è limitato a coloro che non trovano un nuovo partner

ha affermato il professor Gunnar Steineck che ha lavorato allo studio. Il meccanismo di base che loro ipotizzano si fonda sull’elaborazione del lutto che avviene più facilmente se si condivide lo stato mentale con un’altra persona, con la quale si può anche condividere il peso del dolore per la perdita ed anche, perché no, distrarsi ed evitare di fare sempre pensieri negativi.

[Fonte: Health24]

Photo Credits | Thinkstock

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