Ansia, vengo dopo il Tg!

di Paola Commenta

L’allarme viene dall’Eurodap, l’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico, e riguarda le paure, l’ansia, il panico generato dai Tg, da Internet, dalla tv in genere e da non meglio specificati esperti che diffondono allarmi e minacce di ogni tipo su base quotidiana.
Ne parla Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, Presidente dell’Eurodap, spiegando che sono in aumento i disturbi della psiche generati dalla paura, scatenanata dal proliferare di notizie allarmanti che minano la stabilità psicologica delle persone.

Stando ai dati raccolti dall’associazione in un test on line, dei 600 partecipanti il 70% vivrebbe in costante allarme, con la paura che accada qualcosa di terribile, in una visione del mondo come un posto insidioso, pieno zeppo di calamità in agguato, pericoli.
Come non trovarci d’accordo? Oggi è tutto meno distante, grazie alla rete, alle immagini diffuse in tv, tragedie da noi fisicamente lontane ci appaiono terribilmente vicine in tutta la loro drammaticità. L’informazione in tempo reale su quanto accade nel resto del mondo è un progresso della comunicazione globale tra i più degni di merito. Eppure, l’altro lato della medaglia è vivere costantemente oppressi da brutti pensieri, situazioni più grandi: sfido chiunque a stare sereno dopo un servizio sui bambini afflitti dal colera ad Haiti piuttosto che sugli attentati terroristici sugli aerei e le continue minacce di Al Qaeda all’Europa.
Ma nascondere la testa sotto la sabbia è forse una soluzione per vivere più sereni? Chi può dirlo, non si può certo chiedere a Tg ed altri media di censurare le notizie negative, cosa che tra l’altro già qualcuno fa magistralmente. L’ottimismo è il profumo della vita?

Per la Vinciguerra

questa sensazione di precarietà e di minaccia che ci avvolge insistentemente e lentamente è data anche dalle notizie di omicidi, di terrorismo, di crisi economica e di Governo che ci vengono proposte ogni giorno dai media. Ogni telegiornale ed ogni trasmissione ci parla comunicandoci che siamo in pericolo. La risposta istintiva è sicuramente di contrazione, diventiamo guardinghi, tesi, malfidati, cerchiamo di tenere tutto sotto controllo.

La psicologa afferma che i danni di questo bombardamento mediatico di cronaca nera e minacce costanti si riscontrano in un aumento di cefalea, insonnia, gastrite, problemi pressori, ansia, sensazione di pericolo.
E allora che fare, per arginare lo stress? Spegnere la tv (il che non è una cattiva idea), smettere del tutto di informarsi? Non è concepibile. Bisogna invece imparare a gestire lo stress per evitare di ammalarsi, non considerando questo tipo di reazioni come normali e passeggere, ma intervenendo per mantenere il nostro equilibrio psicologico stabile.
L’esperto consiglia di fare attenzione al nostro modo di pensare:

Quando ci sentiamo minacciati il nostro pensiero è stimolato ad organizzarsi sull’evento allarmante tentandone il controllo passando in rassegna tutte le eventualità, ma quelle che ci verranno in mente saranno solo quelle negative e nella realtà il nostro tentativo di tranquillizzarci si tradurrà in un aumento dell’allarme stesso. Impariamo quindi a produrre ipotesi positive. Se ci concentriamo le potremmo trovare e tutto potrebbe apparire meno minaccioso.

Come risolvere i problemi di insonnia legati alle brutte notizie?

Dormire è la cosa più importante per recuperare energie, ma in momenti di tensione si dorme poco e male. Dedichiamoci qualche minuto andando a letto per rilassarci, mettiamoci supini, concentriamo l’attenzione sul nostro respiro lungo e lento, pensiamo a qualche evento positivo accaduto nella nostra vita, lasciamoci andare dentro la serenità e dolcezza di quel ricordo mentre continuiamo a respirare lentamente.

Anche l’attività fisica è un valido aiuto per scaricare la tensione: una corsa, una passeggiata a passo spedito in un parco, possono aiutarci a ritovare il benessere psichico, staccando la spina al cervello che rumina continuamente brutti pensieri.

[Fonte: Agi Salute]