Facebook ci rende nervosi e invidiosi

di Valentina Cervelli 0

Facebook ci rende nervosi ed invidiosi? Sembrerebbe proprio di sì, stando ai risultati di una ricerca condotta dagli scienziati tedeschi del Dipartimento di Sistemi Informativi della Technische Universität Darmstadt e dall’Istituto dei Sistemi Informativi della Humboldt-Universität zu Berlin.

Quanti siamo al mondo ad avere un profilo Facebook? Tanti. E’ il caso di preoccuparsi? Forse.  I ricercatori teutonici hanno deciso di studiare l’effetto che gli aggiornamenti di status altrui hanno sulle persone che utilizzano il social network di solito. E la sorpresa è stata grande quando  hanno scoperto che la maggior parte dei sentimenti scatenati da questo social network sono di tipo negativo.  I risultati verranno presto presentati presso l’International Conference Wirtschaftsinformatik che si terrà a Lipsia a cavallo tra febbraio e marzo. I coordinatori dello studio, il prof. Peter Buxmann e la dott.ssa Hanna Krasnova hanno rilevato che in particolare le persone diventano frustrate, nervose ed in particolar modo invidiose.

Sentimenti nei confronti degli amici di Facebook, sia conosciuti nel mondo reale, che sconosciuti. Commenta la ricercatrice attraverso un comunicato:

Sebbene gli intervistati fossero riluttanti ad ammettere di aver provato invidia, mentre erano collegati a Facebook, spesso si presume che l’invidia possa essere la causa che si cela dietro alla frustrazione da “altri” su questa piattaforma: una chiara indicazione che proprio l’invidia è un fenomeno saliente nel contesto di Facebook.

E’ il confronto “sociale” che scaturisce dalla lettura degli status a fungere da miccia in molti casi al conflitto interno della persona ed alla nascita dell’invidia. In particolare ad essere colpiti da questo “problema” sono coloro che fruiscono dei social network come fonte di informazioni. Il vero dramma è che spesso da questa spirale di nervosismo e “gelosia” non si riesce ad uscire, continuandola ad alimentare con la pubblicazioni di notizie “positive” con cui “l’altro” proverà invidia e risponderà allo stesso modo. Un gioco al massacro senza fine che si riflette anche nella vita reale.

Photo Credit | Thinkstock

 

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