Psicologia positiva, ad Harvard è il corso più gettonato

di Salvina 1

Anche quest’anno presso la prestigiosa università statunitense di Harvard il professor Tal Ben-Shahar terrà il suo gettonatissimo corso di Psicologia positiva, che da qualche anno a questa parte fa tanto parlare di sè i giornali di tutto il mondo.

Ma aldilà delle semplificazioni mediatiche, cos’è la Psicologia positiva?

Sicuramente non può e non deve essere considerata una sequenza di banali consigli e insulse ovvietà su cosa fare o non fare per essere felici.

La psicologia positiva infatti è un modello teorico e applicativo fondato dallo psicologo statunitense Martin Seligman già negli anni ’90. Si tratta di un approccio volto allo studio sistematico dei fattori che determinano il benessere individuale e influenzano i cosiddetti indicatori soggettivi della qualità della vita, quali la percezione individuale del proprio stato di benessere e la soddisfazione delle proprie aspirazioni.

Suo obiettivo è individuare i “punti di forza” insiti in ciascuna persona e valorizzarne emozioni e pensieri positivi per far leva su di essi e potenziare quindi il benessere e lo sviluppo personale allo scopo di prevenire e/o arginare il disagio psichico, facilitare i processi di riabilitazione, conseguire un maggior grado di benessere psicofisico.

La psicologia positiva attua quindi interventi finalizzati alla individuazione e mobilitazione delle abilità e risorse personali che ciascuno possiede in base al presupposto che essere felici non è qualcosa che semplicemente ci accade ma è che è fortemente determinato dalla nostra volontà, da fattori cioè che possono essere controllati e non sempre sono esteriori (esogeni), come la carriera, il successo, il denaro, ma riguardano anche, e soprattutto, l’autostima, la creatività, la qualità delle relazioni interpersonali, le modalità attraverso cui si affrontano i problemi e così via.

Fattori di non secondaria importanza questi ultimi, in una società che snobba la cura di se stessi se non intesa come mera esibizione estetica e la crescita personale se non come acquisizione continua e incessante di beni materiali di conquiste sociali.

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