Anoressia: Isabelle Caro è morta

di Cinzia Iannaccio 3

 E’ morta da più di un mese Isabelle Caro, la modella e attrice francese divenuta simbolo della lotta contro l’anoressia grazie ad una contestatissima campagna firmata da Oliviero Toscani. Era il 2007, pesava 31 chili per un metro e sessantaquattro centimetri:  nuda, praticamente pelle ed ossa come la vedete anche ora nella foto. In evidenza tutta la malattia, compresa la psoriasi sopraggiunta a causa della debilitazione fisica: fragile, ma forte, coraggiosa, nell’esporre così il suo corpo devastato, per raccontare, con un pugno nello stomaco tutta la verità sull’anoressia. Se ne è andata il 17 Novembre scorso a causa di una polmonite, anche questa dovuta probabilmente alle sue precarie condizioni di salute, in un ospedale di Tokyo, ma sul suo decesso, dopo 15 giorni di ricovero, era stato mantenuto il più stretto riserbo.  Ieri poi la notizia è stata diffusa dal sito del quotidiano svizzero 20 minutes cui è seguita la conferma del settimanale francese Paris Match.

Eppure lei ci aveva provato a combattere. La sua stessa disponibilità alle foto di Oliviero Toscani ne era una testimonianza: da simbolo anoressico a testimonial della lotta contro la stessa malattia il passo era stato semplice e probabilmente tutto ciò le era stato di aiuto. La ricordo in alcune interviste in cui si dichiarava ancora in cura, ed affermava di aver deciso di combattere, anche lanciando un messaggio alle altre giovani donne, alle ragazzine che vivevano le sue stesse difficoltà. La notorietà l’aveva portata a raggiungere a pieno il suo sogno, a confermare la sua professione da attrice (non era solo una modella) e l’amore per il teatro. Questo finché la malattia glielo permetteva. Ma era riuscita ad andare oltre, a pubblicare una autobiografia: “La ragazza che non voleva crescere-La mia battaglia contro l’anoressia” (2009 Cairo Editore). E’ qui che spiega come la sua patologia non avesse nulla a che vedere con l’esteriorità, ma solo con un disagio ed un dolore profondo che alcune situazioni difficili familiari le avevano provocato da bambina. La sua anoressia era già evidente a 13 anni.

Oliviero Toscani racconta in queste ore il suo ricordo:

“Purtroppo non bello. Isabelle Caro, era una ragazza molto malata, prima nella testa e poi nel corpo, perché aveva una mente da anoressica, come tutte le persone che soffrono di questo disturbo, era anoressica nel cervello”.

Non condivido pienamente questa affermazione. Mi da l’idea di una mancanza di speranza, un segno indelebile del destino. Invece no. L’anoressia viene sì dalla mente ed è difficile da affrontare e da sconfiggere, ma non impossibile. Tanti anni fa, 20 per la precisione, un’altra ragazza malata Fabiola De Clercq, sconfiggeva l’anoressia e fondava l’ABA, un’associazione per aiutare tante persone affette dai disturbi alimentari più gravi. Da qui l’ultima campagna informativa in netta contrapposizione con le immagini shock di Isabelle: tre testimonial guarite, sane.

Isabelle era nata a Marsiglia nel 1982. La sua vita è stata piena di sofferenze che ha mostrato al mondo, in un urlo silenzioso, attraverso le immagini del suo corpo. Se ne è andata a soli 28 anni.

Di seguito la sua storia ed altri articoli correlati:

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Commenti (3)

  1. Sono rimasta scioccata da tale notizia.Ho finito 2 secondi fa di leggere l’atroce fine che una ragazza stava ricominciando a vivere,ho letto il suo libro e diverse interviste e vedevo ultimamente una speranza seppur malata cronica.Oggi è il 30 dicembre e domani sarà il 31 quindi fine dell’anno 2010.Spero che questo articolo mi dia almeno la speranza di guarire seppur lottando con medici e psicologi dalla mia bulimia perchè non voglio morire a 28 anni,voglio ricominciare a vivere da ora.Buona notte a tutti e lancio un messaggio di speranza a tutte le ragazze e ragazzi che vivono nella mia situazione se non peggio.Che ce la possono fare tutti.Dal profondo del mio cuore una ragazza di 17 anni.

  2. @ chicca:
    Anche io sono rimasta sotto shock! Ma la vita offre tante possibilità. Non bisogna perderla la speranza acquisita, ma solo alimentarla di positività. Le ragazze della Campagna dell’ABA ci sono riuscite a sconfiggere la malattia. Hai letto anche l’articolo su di loro? Sono certa che ce la farai anche tu. In bocca al lupo.

  3. @ Cinzia Iannaccio:
    Grazie Cinzia della tua solidarietà.Si ho l’avevo già letto l’articolo che mi hai consigliato.Beh interessante!

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