Allergie nei bambini curate con la desensibilizzazione orale

di Marco Mancini Commenta

Le allergie sono in aumento nei bambini dei Paesi Occidentali, tanto che secondo alcune ricerche internazionali si calcola possano soffrirne dal 6 all’8% tra i 12 ed i 14 anni, con un incremento evidente nei primi tre anni di vita. Per questo urge un rimedio, in quanto le allergie alimentari possono portare a conseguenze ben peggiori di una semplice irritazione.

La tecnica, che non è nuova ma è sempre più utilizzata, si chiama “desensibilizzazione orale“, ed in pratica prevede l’utilizzo graduale del cibo a cui si è allergici per far abituare il corpo ad assumerlo senza reazioni allergiche. La tecnica è conosciuta da anni, ma a causa dei rischi e per la necessità di praticarla solo in presenza di un medico, era spesso accantonata. Ora però una ricerca effettuata dalla Società Italiana di Pediatria ha osservato che questa funziona nell’80% dei casi.

Le allergie alimentari sono delle reazioni errate del sistema immunitario contro un determinato tipo di alimento, che viene riconosciuto come “nemico”, e attaccato. Le conseguenze possono essere lievi come mal di pancia, irritazioni alla bocca e agli occhi, nausea, naso che cola o vomito, ma possono arrivare ad essere più gravi come diarrea o svenimenti, fino a quelle peggiori come gonfiore e shock anafilattico, specie in concomitanza con altre condizioni tipiche dei bambini come l’asma.

Il metodo utilizzato fino ad oggi era quello più “semplice”, e cioè evitare il cibo incriminato. Ma non sempre questo è possibile, specie quando questo alimento è molto comune come ingrediente come i latticini e i derivati delle uova. A questo punto bisognava trovare altri metodi che vadano oltre la cura dell’attacco allergico, ed ecco la necessità di provare questa tecnica.

I medici che l’hanno provata però ricordano sempre che la terapia può provocare effetti collaterali, anche se lievi, e che non può essere assegnata a tutti, ma a seconda delle condizioni della persona interessata e della sua famiglia. Lasciando assumere gradualmente e sempre più costantemente l’alimento che crea allergia al paziente, il suo corpo si abitua e così le reazioni iniziali cominciano a diminuire fino, almeno nell’80% dei casi, a scomparire del tutto. Resta però un 20% di persone la cui reazione è molto grave e per questo la terapia dev’essere sospesa. Per questo motivo la raccomandazione è di non iniziarla mai senza prima aver consultato un medico.

[Fonti: Ansa; Newsfood]

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