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E’ colpa della cocaina se Luca Varani è stato ucciso brutalmente?

Colpa della cocaina? Ieri sera sono inciampata con il telecomando in una puntata di “Porta a Porta” in cui il padre di un assassino rilasciava un’intervista in esclusiva. Era Valter Foffo, il papà di Manuel, che insieme a Marco Prado, due giovani della Roma bene, nel fine settimana ha tortutato ed ucciso il 23enne Luca Varani, con un’unica motivazione come da confessione :

” Volevamo provare cosa si sente”.

Il tutto aiutati da circa 20 grammi di cocaina.

 

Foffo, con grande dignità ha spiegato :

“Non so come mi sia potuto trasformare in un animale del genere”……Era un ragazzo normale, un bravo ragazzo, studioso, lavorava in famiglia.

 

L’uomo non vuole giustificare il gesto atroce del figlio -sottolinea, – ma cerca di capire, di trovare una spiegazione….

 

….era “gonfio di cocaina”, ……non era lucido quando è venuto da me a dirmi cosa aveva fatto, …..ha sofferto per la morte dello zio avvenuta in poche settimane….non era dipendente dalla cocaina, 10 giorni fa aveva fatto le analisi per riprendersi la patente che gli era stata sospesa…..un incidente fuori ad una discoteca, chi non beve un po troppo in discoteca? ….lo avevo mandato dallo psicologo per questo fatto dell’alcol, ma non era un alcolista….

 

Da genitore ho provato sensazioni strane. Ho compreso quest’uomo che cerca di trovare un perché alle azioni del figlio. Vuole pensare, sperare, credere che sia stata la cocaina, quella sostanza assunta in eccesso a poco a poco, a portarli al folle pensiero e poi all’azione omicidiaria. Ne avevano acquistata ed utilizzata molta i 2 ex bravi ragazzi trentenni, fino a circa 1.500 euro di spesa con uno spacciatore (come racconta nella confessione lo stesso Manuel) che era andato più volte in casa a consegnarla, nei 2 giorni precedenti il barbaro omicidio. Dai racconti e dalla posizione della procura però sembra ci sia stata premeditazione. E la cocaina sia stata, non la causa ma il mezzo per arrivare a tanto.

E’ un caso difficile che di certo andrà avanti a colpi di perizie psichiatriche e opinioni di specialisti sugli effetti collaterali della cocaina. Il fatto mi riporta alla mente la storia simile del “Canaro della Magliana” (e per assurdo la scena di un film di Tarantino), Pietro Negri che nel 1988 sotto l’effetto di questa sostanza torturò ed uccise   l’ex pugile dilettante Giancarlo Ricci. Nel processo, in seguito a perizia psichiatrica l’uomo fu trovato affetto da disturbo paranoide con conseguente incapacità d’intendere e di volere per via dell’intossicazione cronica da cocaina, escludendone la pericolosità sociale. Fu dunque scarcerato dopo circa un anno dai fatti, per poi essere ri-arrestato e chiuso in una struttura psichiatrica con una condanna a 24 anni scontati solo parzialmente per buona condotta.

I fatti qui sono diversi però: 2 sono stati  gli assassini, che hanno deciso di scegliere come vittima Luca, così, apparentemente senza un motivo. Non c’era rancore, ma solo “noia”. Manuel ha raccontato agli inquirenti di una lunga frequentazione con la cocaina (da quando aveva 19 anni), ma il padre e gli esami tossicologici per la patente non lo vedrebbero come “intossicato”.

Ma quali sono effettivamente gli effetti della cocaina sulla psiche?

Possono veramente portare 2 bravi ragazzi a torturare un conoscente fino ad ucciderlo?

Gli effetti acuti sulla psiche conseguenti all’assunzione di dosi elevate di cocaina possono determinare un quadro psicologico simile a psicosi con stato confusionale e disorganizzato, paranoia, situazioni di panico, comportamenti antisociali e aggressività. Di contro, seppure la cocaina non sembra dare di per se stessa assuefazione, il suo consumo abituale può portare alla lunga ad un quadro clinico compatibile con la schizofrenia, caratterizzato da eccessiva eccitabilità, insonnia, paranoia, allucinazioni e depressione.

 

C’è un aspetto però nell’intervista di ieri che mi ha colpito, che mi fa riflettere: l’idealizzazione di un figlio perfetto. La difficoltà di comprendere di un padre è essenzialmente in questo. Di fatto un gesto così è incomprensibile a chiunque ma per un genitore è sicuramente più complicato. Troppo spesso i “segnali d’allarme” vengono trascurati, perché magari il nostro ragazzo è affettuoso o va bene a scuola, ed è simpatico…è semplicemete nostro figlio. Non tutti i consumatori abituali di alcol e cocaina arrivano a questo per fortuna si tratta di casi rarissimi…..ma dei segnali ci sono. Noi genitori in quanto tali possiamo non vederli, inconsciamente sono inaccettabili, significherebbero un’ammissione di colpa, un domandarsi “dove ho sbagliato“… la mancanza di un qualcosa che si è dato, quando si è al contrario dato di tutto e di più…. E’ difficile dare un giudizio, ognuno di noi probabilmente cerca di fare il meglio e non credo che Valter Foffo possa o debba sentirsi in colpa per ciò che suo figlio  a 30 anni ha fatto.  Ha tutto il mio rispetto.

Non mi piace però aver visto dei titoli sui giornali di oggi in cui si sottolinea “2 padri distrutti”, riferito ai genitori degli assassini.  Come purtroppo sta accadendo troppo spesso di recente, nella mediaticità degli eventi, la vittima si perde di vista. E così la sua famiglia: un padre distrutto è  quello del giovanissimo Luca Varani.

 

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