TETRABIOPTAL Farmila (Benzalconio cloruro/Tetraciclina)

TETRABIOPTAL, Farmila

CATEGORIA: Farmaci antibiotici

FORMA FARMACEUTICA: Gocce oftalmiche, pomata

PRINCIPI ATTIVI: Collirio flacone A (preparazione liofilizzata): tetraciclina base 50 mg, acido borico 100 mg, sodio borato 35 mg, sodio bisolfito 2,5 mg; flacone B: benzalconio cloruro 0,5 mg, sodio edetato 5 mg, acqua distillata q.b. a 5 ml; Pomata:tetraciclina cloridrato 1 g, aerosil 0,5 g, olio di vaselina 18 g, vaselina 80,5g.

INDICAZIONI: Indicato per il trattamento ad ampio spettro delle affezioni batteriche del segmento anteriore dell’occhio (da germi Gram-positivi e Gram-negativi), congiuntiviti catarrali, trattamento post-operatorio locale, sterilizzazione del sacco congiuntivale in preparazione ad interventi chirurgici.Tetrabioptal è efficace anche contro Chlamydia, Rickettsia, Mycoplasma (agenti responsabili del tracoma, della congiuntivite da inclusioni, del linfogranuloma venereo, della psittacosi), Ureoplasma, alcuni micobatteri atipici e amebe. Il prodotto va applicato due/tre volte al giorno, nel caso di pomata oftalmica, e dalle 3 alle 6 volte, e comunque secondo prescrizione del Medico, nel caso del collirio.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI: Ipersensibilità al principio attivo e/o ad uno dei suoi componenti. Per la presenza di sodio bisolfito, sostanza  che può provocare in soggetti sensibili e particolarmente negli asmatici reazioni di tipo allergico ed attacchi asmatici gravi è importante verificare se vi sono stati episodi allergici o reazioni avverse dovute a questa sostanza. Il prodotto è solitamente ben tollerato ed i principali effetti collaterali possono essere arrossamento ed irritazione oculare.  L’uso prolungato di farmaci antibiotici può condurre ad uno sviluppo di microrganismi non sensibili: se ciò dovesse verificarsi o non si notasse miglioramento clinico in un ragionevole periodo di tempo si sospenda l’uso del preparato e si instauri una terapia adeguata. Tetrabioptal non deve essere impiegato per uso esterno e non deve essere applicato sulla cute lesa o infiammata. Nella primissima infanzia il prodotto va somministrato solo in caso di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del Medico.

NOTE: Con il termine colliri si intendono delle preparazioni, generalmente liquide, che vengono instillate nel sacco congiuntivale, cioè nella palpebra inferiore. Il principio attivo, ovvero il medicinale vero e proprio, è sciolto in acqua, ma talvolta può essere diluito in una soluzione oleosa a base di olii vegetali come quello di arachidi o ricino. E’ importante che il preparato sia isotonico, ovvero che abbia caratteristiche chimiche e fisiche assai simili a quelle delle lacrime: in questo modo l’acidità e la concentrazione dei sali non differiscono da quelle del liquido lacrimale e non si rischia di danneggiare le strutture dell’occhio, come la cornea. Oltre i colliri la stessa funzione viene svolta dalle pomate, che presentano il vantaggio di rimanere più a lungo a contatto con l’occhio e di essere meno soggette a diluizione da parte del liquido lacrimale, però appannano la vista e danno la sgradevole sensazione di avere le palpebre incollate l’una all’altra, e tale rimedio viene preferito sopratutto in età pediatrica.

Altri farmaci: Floxin, Ciproxin, Levaquin, Iquix

[Fonti principali: AAVV, Sapere.it; AAVV, PagineSanitarie.com; ]

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