Ho staccato la spina a un neonato, la confessione shock di un medico
Di Paola Pagliaro, in Bioetica, Medicina News.
Non aveva speranze di sopravvivere. Con questa giustificazione, la neonatologa Nadia Battajon, dell’ospedale Cà Foncello di Treviso, ammette di aver staccato la spina a un neonato del peso inferiore a un chilo, affetto da gravi malformazioni che gli avrebbero impedito di farcela.
La decisione, sofferta, è stata presa con il consenso dei genitori, per umanizzare una fine certa e non provocare al bambino inutili sofferenze, soppesate, in casi così estremi e senza via d’uscita se non la morte, come accanimento terapeutico. In più di un’occasione i medici si trovano davanti a scelte così terribili e nella maggioranza dei casi si sceglie di interrompere vane cure. Come da prassi, sul caso la procura ha aperto un’inchiesta.
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Scritto da Paola Pagliaro
Termini legati all'articolo: accanimento terapeutico, inchiesta, Nadia Battajon, neonato, ospedale Cà Foncello, staccare la spina, Treviso.





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