Aprile dolce dormire: il proverbio e la scienza

di Cinzia Iannaccio Commenta

La primavera è la stagione del risveglio della natura eppure c’è un detto popolare che afferma: “Aprile dolce dormire”. Le due frasi sembrano in contrapposizione eppure così non è, anzi una è la conseguenza dell’altra. La scienza ci spiega perché: con l’arrivo delle belle giornate tutta la natura si desta. Anche l’organismo umano.

 E’ un meccanismo legato al nostro orologio biologico che segue l’alternanza del giorno e della notte (ritmo circadiano) e quella delle stagioni (ritmo circannuale). Il metabolismo e gli ormoni tornano in moto e questo aumento delle funzioni vitali provoca stanchezza nel fisico non abituato. Qualche giorno, al massimo un paio di settimane e l’astenia stagionale passerà. Ma come e perché accade questo? Gli animali vanno in letargo o migrano in zone calde. L’essere umano no e la sua muscolatura si irrigidisce durante il freddo inverno ad esempio.

Con i primi caldi si riattiva, come pure gli ormoni. Si tende ad andare a letto più tardi perché il buio arriva dopo. Il giorno più lungo inoltre altera il ritmo circadiano del sonno. Tutto ciò stanca, ma il desiderio positivo di vita voluto dal nostro orologio biologico, favorito dalla luce e dal calore, ha la meglio e tutto passa per arrivare con uno sprint  finale alle tanto agognate vacanze estive. In più andare a letto più stanchi significa nella maggior parte dei casi dormire meglio: da qui forse il proverbio Aprile dolce dormire! Solo per alcune persone questo passaggio è problematico: gli anziani risentono maggiormente del cambio di stagione perché il meccanismo biologico che sincronizza i cicli stagionali con l’organismo, si usura nel tempo, proprio come le macchine!

Avranno quindi  bisogno di più giorni per abituarsi al nuovo ritmo. Per gli insonni cronici la situazione si aggrava ulteriormente. L’importante in questi casi è non utilizzare farmaci e rimedi fai da te. Una semplice igiene del sonno può aiutare, altrimenti conviene rivolgersi a medici specialisti e ai numerosi centri per i disturbi del sonno diffusi su tutto il territorio nazionale.

Terapie farmacologiche (con le benzodiazepine ad esempio) devono essere effettuate solo sotto stretto controllo medico.