Le lenti progressive: cosa sono e a cosa servono

 
liulai
13 maggio 2008
4 commenti


Da una ricerca commissionata dal Consorzio Comunicazione Vista emerge che il 44% degli italiani al di sopra dei 40 anni è affetto da presbiopia e, di questi, il 10% soffre anche di altri difetti visivi (il 47% sono uomini e il 42% donne). Non riuscire più a vedere nitidamente a tutte le distanze. E’ questo, il sintomo prevalente che progredisce irreversibilmente col passare del tempo. In questo modo riuscire a focalizzare automaticamente oggetti vicini, a media distanza e lontani diventa sempre più difficile.

Semplici azioni di routine come leggere il giornale e guardare la TV, o consultare il menù al ristorante e contemporaneamente relazionarsi con l’ambiente circostante diventano impossibili da affrontare se non ricorrendo a due paia di occhiali. Da alternare, a seconda delle circostanze, non senza un certo fastidio ed imbarazzo soprattutto se ci si trova con altre persone. Ma la scarsa e cattiva informazione spinge molto spesso a rassegnarsi a questo disturbo come ad un inevitabile segno di declino fisico, accettando, seppur controvoglia, i fastidi causati dai continui cambi d’occhiale.



Ed è un vero peccato perché, oggi è davvero possibile correggere i difetti visivi senza per questo rinunciare al proprio stile. E la soluzione è rappresentata dalle nuove lenti progressive. In pratica, possiamo dire basta al continuo cambio di occhiali (da vicino e da lontano) a favore di un’unica soluzione che permette la perfetta visione di persone e oggetti a qualunque distanza essi si trovino.

Tra i principali vantaggi dell’uso delle lenti progressive emerge, oltre alla comodità di avere un unico paio di occhiali per tutte le distanze, la sicurezza psicologica di poter dominare l’ambiente circostante in tutte le sue dimensioni: sia in prossimità che in lontananza. Al contrario, a chi non le indossa può capitare di vivere un continuo stato di apprensione per il timore di non avere a portata di mano lo strumento adatto per affrontare situazioni improvvise che si svolgono al di fuori del campo visivo in cui sta agendo.

Queste lenti di ultima generazione, consentono una capacità visiva ad altissima precisione a tutte le distanze. Inoltre, attraverso un’attenta analisi combinata di occhio e lente è stato possibile mettere a punto occhiali in grado di assicurare una visione ottimale in qualsiasi situazione. In più, la crescente personalizzazione di queste lenti consente di tararle perfettamente in base alle caratteristiche dell’occhio del portatore e in base alle sue abitudini di vita individuali. Questi fattori sono di fondamentale importanza per far sì che l’adattamento alle lenti progressive sia quanto mai semplice e veloce.

Lista Commenti
  • tony

    salve da poco cioè 2 giorni ho fatto occhiali progressive ma vedo molto male rispetto senza ,sono andato dal ottica dove li ho fatti e mia detto perke l’occhio si deve abbituare è posssibile questo ,posso avere qualche consiglio grazie

  • enZino

    La mia situazione è uguale a quella di Tony .
    Da due giorni ho le lenti progressive e faccio fatica ad abituarmi.
    L’ottico mi ha detto che occorrono 2 settimane circa per “imparare” il miglior utilizzo. .
    Comunque se proprio non ce la farò , avrò comunque la possibilità di rifare occhiali nuovi con lenti per vedere bene lontano e per le cose vicino,pazienza , mi leverò gli occhiali …….l’età anagrafica non si riesce a fermare ho già “visto” 51 primavere.
    Ci sono altre testimonianze?
    Grazie

  • Gianni

    Sono un lentedipendente da circa 50anni ,adesso che ne ho 54 mi son deciso a farmi le progressive, ma son circa 15 giorni e ancora non mi ci abituo, a volte mi gira la testa, oppure ho emicrania. adesso aspetto un’altra settimana e se ho ancora questi prbl glieli riporto all’ottico e mi rifaccio 2 paia di occhiali( lontano-vicino) e uno da sole. purtroppo ritorno alle origini.

  • michele

    Ho 61 anni, uso le lenti progressive da oltre 25 anni, con ottimi risultati, non nascondo però che inizialmente ho avuto anche io delle difficoltà ad adattarmi, ma ho dovuto insistere,in qualche modo sono stato costretto per il lavoro che svolgevo in una azienda chimica con l’obbligo di indossare occhiali di sicurezza.L’unico consiglio che vi posso dare è quello di limitare inizialmente il movimento della testa, e usare di più quello degli occhi per la messa a fuoco tra occhi e la progressività delle lenti.