Cos’è l’immunoterapia? Effetti collaterali, farmaci e malattie curabili

di Cinzia Iannaccio Commenta

Cos’è l’immunoterapia? Come funziona sui tumori e quali sono i farmaci già in uso? Per quali altre malattie si usa? Ne avrete sicuramente sentito parlare, in relazione al tumore al polmone ad esempio, ma anche ad alcune malattie non necessariamente oncologiche, come il morbo di Crohn. Per comprendere meglio di cosa si tratta partiamo dalla definizione di immunoterapia, nota anche come “Terapia Biologica”: é un metodo di cura che non agisce direttamente sulla malattia o sulle sue cause, ad esempio un virus, ma interviene ad attivare e potenziare il sistema immunitario affinché distrugga dall’interno gli agenti nocivi ed anomali.

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Come funziona l’immunoterapia?

L’immunoterapia o terapia biologica sfrutta un meccanismo fisiologico di difesa dell’organismo:  il corpo produce piccole quantità di alcune sostanze (BRMS) capaci di modulare all’occorrenza -in caso ad esempio di un’infezione-la risposta del sistema immunitario contro un agente riconosciuto come pericoloso.  I farmaci biologici sono spesso caratterizzati da queste sostanze, messe a punto in laboratorio, in concentrazioni molto alte. Immesse in circolo stimolano il sistema immunitario ad agire ed è per questo che sono utili in numerose malattie come il cancro, l’artite reumatoide, la psoriasi o numerose altre di varia gravità e cronicità. Possono essere anticorpi monoclonali o “fattori stimolanti”.

 

Esempi di farmaci immunoterapici e malattie che si possono curare

  • Epatite ed interferone

Esempi di farmaci per l’immunoterapia sono gli anticorpi monoclonali come l’interferone e l’interleuchina-2 (IL-2). L’interferone è attualmente utilizzato per trattare l’epatite C ed è anche in fase di sperimentazione, insieme con l’interluchina per curare il melanoma in fase avanzata, il pericoloso cancro della pelle.

 

  • Morbo di Crohn e immunosoppressori infliximab e adalimumab

L’immunoterapia è utilizzata e studiata a fondo anche per bloccare l’infiammazione che caratterizza alcune patologie croniche ed invalidanti quali il morbo di Chron e l’artrite reumatoide. In casi di grave malattia di Chron, non rispondente alle terapie standard si possono utilizzare 2 farmaci biologici distinti, 2 immunosoppressori: infliximab e adalimumab.

 

  • Artrite reumatoide e etanercept, infliximab e certolizumab

Lo stesso dicasi per l’artrite reumatoide: la terapia biologica può essere raccomandata- in assenza di efficacia delle terapie standard- per bloccare l’azione di determinate parti del sistema immunitario che contribuiscono all’infiammazione in questa condizione. I trattamenti biologici del caso sono l’etanercept, infliximab o certolizumab.

 

  • Immunoterapia oncologica e anticorpi monoclonali

Nell’immunoterapia oncologica alcuni farmaci biologici vengono messi a punto per stimolare in generale il sistema immunitario, altri per sollecitare una risposta immunitaria specifica, contro determinate cellule cancerose: gli anticorpi monoclonali utlizzati vanno a distruggere esclusivamente le cellule malate e non quelle sane. L’immunoterapia oncologica può essere utilizzata da sola o insieme ad altre terpie. Dipende dal tipo di cancro. Negli ultimi 20 anni (l’immunoterapia non è una branca della medicina recente come si pensa) sono stati immessi in commercio e quindi utilizzati più di 10 anticorpi monoclonali efficaci contro diverse forme di tumore e molti sono quelli in sperimentazione.

 

  • Vaccini anti cancro

Un’altra forma di immunoterapia oncologica è quella dei cosiddetti vaccini anti cancro. Come funzionano? Come tutti i vaccini, compreso quello dell’influenza o del morbillo: stimolano il sistema immunitario a disfarsi di cellule tumorali (anziché dei virus). I farmaci in questione possono contenere cellule tumorali, loro componenti o puri antigeni, da soli o combinati con altre sostanze che rafforzano l’azione: sfruttano in pratica la capacità del sistema immunitario di attaccare determinati antigeni e di memorizzarne le caratteristiche in modo da distruggerlo rapidamente appena viene identificato nell’organismo, anche in futuro. Molti vaccini sono in fase di sperimentazione, tanti hanno anche superato la fase clinica che riguarda efficacia e sicurezza sull’uomo, ma mancano ancora le autorizzazioni necessarie delle autorità per l’immissione in commercio. La FDA statunitense al momento ne ha autorizzato uno solo, il Sipuleucel T (nome commerciale Provenge) utilizzato in caso di tumore alla prostata di fase avanzata, in caso di mancata risposta alla terapia ormonale.

 

 

Effetti collaterali

A seconda del tipo di trattamento, vari effetti collaterali possono sorgere a causa dell’utilizzo di immunoterapia. Gli effetti collaterali includono sintomi simil-influenzali, dolori muscolari, febbre, perdita di appetito, debolezza, diarrea, nausea e vomito. E’ possibile anche lo sviluppo di un rash cutaneo, o di ecchimosi o emorragie. Questi effetti collaterali sono generalmente di breve durata, ma i pazienti possono avere bisogno di rimanere in ospedale se si sviluppano gravi problemi.

 

 

 

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Fonte: Newsmedical

 

Foto: Thinkstock