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Il fumo aumenta il rischio di cecità per gli anziani

Pubblicato da Marco Mancini, in dipendenze, La Salute degli Anziani | 9 gennaio 2010 | 15:12

sigaretta

I ricercatori statunitensi dell’Università della California hanno rilevato che, anche dopo l’età di 80 anni, è in costante aumento il rischio di sviluppare la degenerazione maculare (AMD), la principale causa di cecità tra gli over 65, suggerendo che non è mai troppo tardi per abbandonare l’abitudine di fumare.

Lo studio è stato pubblicato dal Dr. Anne Coleman, professore di oftalmologia presso il Jules Stein Eye Institute presso la University of California, Los Angeles (UCLA), e colleghi, sul Journal of Ophthalmology. La degenerazione maculare porta ad un oscuramento e/o offuscamento della vista, e impedisce di leggere, guidare e riconoscere i volti delle persone. Si tratta di una progressiva degenerazione della macula, il centro della retina, la parte della membrana all’interno della parte posteriore dell’occhio, che ci permette di vedere i dettagli.

Il fumo è il secondo fattore di rischio più comune per la malattia, dietro soltanto all’età. Per lo studio, Coleman e il suo team hanno scattato fotografie della retina di quasi 2.000 donne di età compresa tra 78 e 83 anni, concentrandosi sui segni della degenerazione maculare, e poi ha fatto dei test sulla regressione logistica per sapere se il fumo aumentava il rischio di sviluppare la malattia.

Le donne facevano già in parte di uno studio sulle fratture osteoporotiche, che durava da circa 15 anni. Ha poi scoperto che in generale, i fumatori avevano un tasso dell’11% più alto di AMD rispetto ai non-fumatori della stessa età. Tra gli ultraottantenni, i fumatori avevano 5,5 volte più probabilità di sviluppare l’AMD rispetto ai non fumatori. Gli autori hanno concluso che questi dati:

rafforzano le raccomandazioni per smettere di fumare anche per gli individui più anziani. Il messaggio è che non è mai troppo tardi per smettere di fumare. Abbiamo scoperto che anche gli occhi potranno trarre beneficio dall’abbandonare quest’abitudine.

Indagando sulle ragioni biologiche di tale legame, gli autori hanno proposto una teoria secondo cui il fumo aumenta il rischio di degenerazione maculare riducendo i livelli di antiossidanti nel sangue, cambiando il flusso di sangue agli occhi e riducendo la quantità di pigmentazione della retina.

[Fonte: Medicalnewstoday]

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Commenti:

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  1. La prima causa di cecità nel mondo è la cataratta: è una malattia che rende opaco il cristallino, la lente naturale elastica contenuta nei nostri occhi che – deformandosi grazie al muscolo ciliare – consente la messa a fuoco delle immagini sulla retina. Un’altra importante causa di cecità è il glaucoma così come anche la degenerazione maculare legata all’età (AMD). Quest’ultima malattia è attualmente la prima causa di cecità nel Paesi economicamente sviluppati (41% dei non vedenti), a cui segue il glaucoma (16%). Invece, nei Paesi poveri la cataratta rappresenta il problema principale perché – pur essendo operabile – né ci sono i mezzi economici né c’è un numero sufficiente di specialisti; negli stessi Stati poveri i vizi refrattivi non corretti sono la seconda causa di cecità (19%) perché gli occhiali generalmente non sono disponibili né, tanto meno, ci sono medici oculisti che li possano prescrivere.

    A livello più generale le cause di cecità possono essere divise in malattie e traumi. Nel primo gruppo rientrano, il più delle volte, patologie di cornea, cristallino, retina (ad esempio, le malattie che colpiscono la macula) e nervo ottico. Nel secondo gruppo, invece, rientrano traumi provocati da corpo estraneo contundente oppure causati da forte impatto, sostanze caustiche, raggi del sole non filtrati o riflessi, ecc. Per evitare di andare incontro alla cecità fototraumatica non bisogna mai fissare direttamente il sole. Se si decide di farlo bisogna usare dei filtri speciali per i raggi ultravioletti, ancora più potenti di quelli normalmente impiegati negli occhiali scuri.
    I numeri della cecità [modifica]

    Secondo l’Oms (2007) sulla Terra vivono 314 milioni di persone con handicap visivo grave (45 milioni di ciechi, 269 di ipovedenti). La prima causa è la cataratta (39,1%), seguita dai vizi refrattivi non corretti (18,2%), glaucoma (10,1%), Amd (7,1%), opacità della cornea (4,2%), distacco di retina (3,9%), cecità infantile (3,2%), tracoma (2,9%), oncocerchiasi (0,7%) e altre cause (10,6%). In Italia l’Istat stima che ci siano 362.000 ciechi, mentre secondo altre fonti sarebbero almeno 380.000. In ogni caso, gli ipovedenti sarebbero almeno cinque volte tanto.

    Dati: Wikipedia




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