Ciste ovarica e gravidanza: concepimento, rischi e parto

 
Cinzia Iannaccio
26 ottobre 2013
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ecografia in gravidanza Ciste ovarica e gravidanza: concepimento, rischi e parto

Cisti ovarica e gravidanza, un problema da valutare da più punti di vista. Alcune cisti ovariche ad esempio possono essere collegate ad un problema di fertilità e concepimento Altre possono preoccupare nell’eventualità di un rischio circa la crescita del bambino ed il normale proseguo della gestazione o in prossimità del parto. Cerchiamo quindi insieme di fare chiarezza ed analizzare i singoli aspetti, fermo restando che ogni caso andrà visto e valutato direttamente tra paziente/gestante e ginecologo.

In generale si può dire che è d’obbligo la tranquillità, ma tutto chiaramente dipende da vari fattori. In primis dalla tipologia e dalle dimensioni della cisti ovarica in questione.

Cisti ovariche, concepimento e infertilità

Alcune cisti ovariche possono influenzare direttamente la fertilità. Stiamo parlando degli endometriomi e dalle cisti derivanti dalla cosiddetta sindrome dell’ovaio policistico.

Gli endometriomi sono provocati da endometriosi, una condizione in cui il tessuto dell’endometrio si sviluppa fuori dal suo contesto fisiologico (la parete interna dell’utero). Come la stessa endometriosi, anche le cisti ovariche correlate possono provocare infertilità o comunque difficoltà nel concepimento.

In caso di ovaio policistico invece si è in presenza di un quadro complesso di mestruazioni irregolari e alti livelli di alcuni specifici ormoni: condizioni che possono compromettere la funzionalità riproduttiva. Endometriosi e sindrome dell’ovaio policistico rappresentano non a caso le più frequenti cause di infertilità femminile.

Cisti ovariche, gravidanza e rischi di complicanze

Le cisti funzionali, i cistoadenomi e le cisti dermoidi non influiscono invece sulla possibilità di una gravidanza a meno che non diventino molto grandi.

Le cisti ovariche funzionali vengono curate, laddove la sintomatologia lo renda necessario, con la pillola anticoncezionale e questa ha come evidente “effetto collaterale” l’impossibilità di una gravidanza. Va detto però che rimanere in stato interessante può essere d’ausilio, proprio perché non essendoci più l’ovulazione almeno le cisti funzionali tendono a regredire o comunque a non formarsene di nuove, ma stiamo parlando, sottolineiamo, solo delle funzionali.

Ma ci sono rischi per il proseguo della gestazione se invece si rimane incinte in presenza di cisti ovariche? Uno studio pubblicato su PubMed ha evidenziato i seguenti dati: cisti ovariche sviluppatesi o individuate nel primo trimestre di gravidanza, sono solitamente funzionali e prive di complicanze di alcun tipo. Anche quasi tutte le cisti con diametro inferiore ai 5 cm e persistenti nei mesi successivi non solo non si sono dimostrate pericolose, ma hanno anche teso a regredire.

Le stesse conclusioni di assenza di rischio si sono dimostrate per le cisti dermoidi inferiori a 6 cm di diametro in assenza di cellule maligne, anche se in tal senso non ci sono abbastanza studi scientifici ed occorrono approfondimenti. Come pure non esistono studi prospettici per la valutazione del rischio di cancro o complicazioni in caso di cisti dermoidi superiori ai 6 cm. Per tali motivi si può procedere senza intervenire e sostanzialmente solo tenendo sotto controllo la situazione.

Cisti ovarica in gravidanza: parto naturale o cesareo?

Secondo lo stesso studio scientifico non sono evidenti neppure conseguenze ostetriche, ovvero il parto naturale è garantito nella maggior parte dei casi. Il cesareo serve solo se la cisti ovarica è voluminosa e situata nella pelvi in un punto tale da ostruire il passaggio del bambino. In tali casi la ciste ovarica andrà rimossa in sede di cesareo nell’immediato della nascita del bambino.

Cisti ovariche: quando operare in gravidanza?

Dopo la 16esima settimana l’incidenza delle cisti funzionali è molto bassa (0,5-3%) ed equivalente alle rare cisti dermoidi. La frequenza tra queste di un tumore ovarico oscilla tra un caso ogni 15.000 ed uno ogni 32.000 gravidanze. Laddove si sospetti un tumore l’intervento chirurgico può essere necessario. Alcune linee guida suggeriscono la laparoscopia fino al 4° mese e poi la laparotomia, ma solo in caso di neoplasia.

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Foto: Thinkstock

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