Gorse: fiori di bach per la depressione

 
liulai
26 marzo 2008
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Sin dall’ antichità gli storici, i filosofi, i saggi e altri ci hanno insegnato che l’esistenza è un misto di vita e di morte, di positivo e di negativo. Negare che la vita è difficile significa barare con noi stessi. Vorremmo certamente cambiare le regole di questo drammatico “gioco” e trascorrere tutto il tempo a nostra disposizione nella felicità assoluta ma l’uomo non ha il potere di farlo. Ciò che ho premesso non è assolutamente un quadro pessimistico ma una presa di coscienza che, se tenuta in considerazione, può aiutare a fronteggiare le difficoltà.

E’ a tal fine che mi accingo a parlare di Gorse definito dal medico Edward Bach, il fiore per la disperazione. Il buon risultato di questa terapia è apprezzabile. A Gorse può essere affiancato, se occorre, anche qualche farmaco scelto a seconda del singolo caso e tenendo presente l’individualità, l’ irripetibilità, la sofferenza del paziente. Il nostro fiore dal quale è estratta l’ essenza in commercio è adatto ai depressi cronici a causa anche di malattie fisiche di lunga durata e rese più dure da dolori continui, agli insonni, ai pazienti in fase terminale, a coloro che, abbandonata qualsiasi speranza, vegetano rassegnati e rinunciatari.



Mi piace concludere ricordando che è proprio dopo aver preso coscienza della realtà che si può imparare a rivedere in maniera costruttiva gli eventi negativi per reagire, per far crescere nel nostro “profondo” nuova forza. La vera guarigione può partire dalla mente e potrebbe, se lavorassimo un po’ su noi stessi, scaturire anche dalle nostre consapevoli riflessioni interiori. E mi piace ancora di più constatare che in certe regioni, il fiore Gorse spunta quando sta per terminare l’inverno, stagione dai colori tetri, con piante boschive verde scuro e foglie marroni, cielo grigio, basso, coperto.

Ebbene, in questa atmosfera disperata, il giallo della fioritura di Gorse crea una simbologia, sembra accendere una fiammella dorata di speranza nel buio appena descritto. E’ evidente, per gli esseri umani attenti e sensibili, una analogia tra la “fiammella Gorse” e la sua funzione terapeutica.

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